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Sentenza

Sentenza n. 1132/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’annullamento del decreto del Ministero dell’Interno n. K10/-OMISSIS-del 9 luglio 2025, con il quale è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata dal ricorrente in data 5 maggio 2023, ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992;

Giustizia amministrativa202509790

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell’Interno del 9 luglio 2025, con cui era stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata il 5 maggio 2023. Dalla sentenza emerge che il diniego era fondato su presupposti fattuali e giuridici palesemente erronei, come rilevato dal giudice nella precedente fase cautelare. In esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 5182 del 26 settembre 2025, l’Amministrazione ha riesaminato la domanda.

La decisione

Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha adottato, il 16 dicembre 2025, un nuovo provvedimento con cui ha accolto la domanda di cittadinanza del ricorrente, trasmettendolo agli organi competenti per la firma. Il giudice ha ritenuto tale sopravvenienza pienamente satisfattiva dell’interesse azionato e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state poste a carico del Ministero dell’Interno in applicazione del principio di soccombenza virtuale, poiché il diniego impugnato risultava illegittimo, essendo fondato su presupposti fattuali e giuridici palesemente erronei. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 1.000,00, oltre oneri e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    Disposizione posta a fondamento della domanda di concessione della cittadinanza italiana.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l’Amministrazione adotta un provvedimento pienamente satisfattivo dell’interesse azionato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati in relazione alla tutela dei dati personali e all’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere è pronunciata quando, nel corso del giudizio, l’Amministrazione adotta un nuovo provvedimento pienamente satisfattivo dell’interesse sostanziale dedotto dal ricorrente.
  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento favorevole non impedisce la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale: il giudice può valutare quale parte avrebbe presumibilmente prevalso sulla domanda originaria.
  • Ai fini della soccombenza virtuale, le spese possono essere poste a carico dell’Amministrazione quando il provvedimento impugnato risulti fondato su presupposti fattuali e giuridici palesemente erronei, anche se il giudizio si conclude per cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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