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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27162/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava per violazione di legge e vizio di motivazione la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per estorsione in concorso. Chiedeva la rinnovazione dell'istruttoria in appello per essere esaminato come nuovo collaboratore di giustizia al fine di chiarire contraddizioni nelle dichiarazioni della persona offesa: in particolare se l'intervento del ricorrente fosse stato a favore della vittima (recupero del ciclomotore, giustificabile come regalo) oppure se si fosse trattato del reato tipico del "cavallo di ritorno". La richiesta di rinnovazione era stata formulata con i "motivi nuovi", dei quali la Corte non aveva dato atto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici e manifestamente infondati. Ha ritenuto che la rinnovazione dell'istruttoria in appello sia un rimedio eccezionale e che il ricorrente non avesse indicato ragioni specifiche e documentate che ne giustificassero l'ammissione, dovendosi invece considerare la presunzione di completezza dell'istruttoria di primo grado e il fatto che il ricorrente aveva già reso dichiarazioni utilizzate nel rito abbreviato. Per tali ragioni non è stata ravvisata la necessità di rinnovare l'istruttoria. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Sez. 6, n. 1440

    22/10/2014, dep. 2015, PR

    La rinnovazione dell'istruttoria in appello è ammissibile solo se dall'apparato motivazionale della decisione impugnata emergono lacune o manifeste illogicità su punti decisivi che avrebbero potuto essere superate con l'assunzione di specifiche prove in appello.

  • Sez. U, n. 12602

    2015, dep. 2016, Rv. 266820

    La rinnovazione è un istituto eccezionale; il giudice di appello, nella sua discrezionalità, può disporla solo se non può decidere allo stato degli atti, considerando la presunzione di completezza dell'istruttoria di primo grado.

  • Sez. 3, n. 34626 (Grosso)

    15/07/2022, Rv. 283522-02

    L'esame dell'imputato non assunto in primo grado può essere disposto in appello solo se necessario sulla base di specifiche esigenze che la parte istante deve indicare e documentare.

  • Sez. 5, n. 27202 (Tannoia)

    La manifesta infondatezza di una richiesta difensiva impedisce di ritenere viziata per carenza di motivazione la decisione impugnata e non giustifica l'annullamento.

Massime di principio

  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale: va richiesta con motivazione specifica e documentata; le richieste generiche sono inammissibili.
  • La qualità di "collaboratore di giustizia" acquisita dopo il primo grado non costituisce di per sé titolo automatico per l'esame in appello; bisogna spiegare perché l'esame sia necessario e che cosa si intende chiarire con esso.
  • Se la motivazione della sentenza di appello non mostra lacune o contraddizioni decisive evincibili dal testo, non sussiste l'obbligo di rinnovare l'istruttoria.
  • La parte che chiede rinnovazione deve indicare concretamente quali prove si intendono assumere e in quale modo tali prove potrebbero incidere sulla decisione.
  • La manifesta infondatezza del motivo impedisce di sostenere che la sentenza sia viziata per carenza di motivazione; in caso di inammissibilità il ricorrente può essere condannato a spese e a sanzioni (es. somma alla Cassa delle Ammende).

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