Sentenza del 12/09/2018 n. 5878 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
IVA - Operazioni di commercializzazione di rottami ferrosi - Presenza di operazioni fraudolente - Circostanze fattuali che inducono a ravvisarne la sussistenza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa sentenza ha ritenuto che gli elementi considerati, valutati nel loro insieme, fossero idonei a dimostrare la presenza di un meccanismo fraudolento. Il testo non indica espressamente il dispositivo, né specifica se il ricorso sia stato accolto o rigettato, ma l'orientamento descritto è favorevole alla contestazione dell'Amministrazione finanziaria e al riconoscimento dell'inesistenza o della fraudolenza delle operazioni ai fini IVA.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la configurabilità di operazioni fraudolente nell'ambito di una filiera di compravendita di rottami ferrosi. La frode è stata desunta da una valutazione complessiva di circostanze fattuali anomale: acquisti e vendite effettuati nello stesso giorno, assenza di impianti siderurgici o di strutture idonee alla lavorazione dei materiali, pagamenti mediante bonifico seguiti immediatamente dalla richiesta di assegni circolari di pari importo e breve durata dei soggetti interposti nella catena distributiva. Tali elementi sono stati ritenuti indicativi di un meccanismo di frode carosello in materia di IVA.
Norme richiamate
Disciplina IVA sulle operazioni inesistenti e sulle frodi carosello
La detrazione dell'IVA può essere negata quando l'operazione si inserisce in un meccanismo fraudolento e il soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere, usando l'ordinaria diligenza, di partecipare a una frode. La consapevolezza può essere desunta da una pluralità di indici presuntivi, valutati complessivamente.
Cassazione, ordinanza n. 17161/2018
Richiamata quale precedente a sostegno della valutazione complessiva degli elementi indiziari nella verifica di operazioni IVA fraudolente.
Cassazione, sentenza n. 20059/2014
Richiamata in materia di frodi IVA e di rilevanza della conoscenza o conoscibilità del coinvolgimento in operazioni fraudolente.
Cassazione, sentenza n. 15044/2014
Richiamata quale precedente sull'accertamento della natura fraudolenta delle operazioni attraverso elementi presuntivi e circostanze oggettive.
Cassazione, sentenza n. 25778/2014
Richiamata per il principio secondo cui la frode può essere ricostruita mediante la valutazione coordinata di anomalie commerciali e finanziarie.
Cassazione, sentenza n. 24426/2013
Richiamata in relazione agli indici rivelatori della partecipazione, consapevole o colposa, a una frode carosello.
Cassazione, sentenza n. 6229/2013
Richiamata quale precedente sulla possibilità di fondare la contestazione fiscale su presunzioni gravi, precise e concordanti derivanti dal concreto funzionamento della filiera commerciale.
Massime di principio
- Nelle frodi carosello la valutazione non si fonda necessariamente su una singola irregolarità, ma sulla combinazione di più anomalie commerciali, organizzative e finanziarie.
- La rivendita nello stesso giorno dell'acquisto, l'assenza di strutture compatibili con l'attività dichiarata e la breve durata delle società interposte sono indici che possono far presumere l'inesistenza di una reale attività economica.
- Movimenti finanziari circolari o privi di una logica commerciale, come bonifici seguiti da richieste di assegni circolari dello stesso importo, possono essere valorizzati come elementi di una frode.
- Per difendersi da una contestazione di frode IVA è importante dimostrare la sostanza economica delle operazioni, la reale movimentazione dei beni, l'effettiva capacità operativa dei fornitori e l'adozione di verifiche diligenti sulla filiera.
- La mera regolarità formale delle fatture o dei pagamenti non esclude la frode se il complesso delle circostanze dimostra che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere di partecipare a un circuito fraudolento.
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