Cassazione Penale, Sentenza n. 43219/2024 del 27/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Tribunale di sorveglianza ha dichiarato la sopravvenuta inefficacia della detenzione domiciliare concessa a Saurro per carenza di un domicilio idoneo, dopo denunce per evasione, varie diffide (2021-2024) e la sospensione della misura. Il ricorrente ha impugnato per violazione di legge, vizi di motivazione e travisamento della prova, denunciando in particolare che il Tribunale non ha valutato documenti essenziali prodotti dal ricorrente: dichiarazioni (22/02/2024 e 07/03/2024) della moglie e della figlia che attestavano la disponibilità a riaccoglierlo in famiglia e la disponibilità del domicilio; non sono inoltre state adeguatamente considerate le giustificazioni fornite in relazione alle diffide e alle denunce per evasione
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale di sorveglianza di Roma. La motivazione: il Tribunale che ha dichiarato l'inefficacia della detenzione domiciliare si è basato sulla sopravvenuta indisponibilità di un domicilio senza confrontarsi con la documentazione successiva (dichiarazioni della moglie e della figlia, inviate anche dal Servizio Centrale di Protezione) che indicava una rinnovata disponibilità a riaccogliere il ricorrente. Tale omissione costituisce vizio di omessa motivazione su un profilo potenzialmente decisivo, imponendo l'annullamento con rinvio per nuovo esame
Norme richiamate
disciplina della detenzione domiciliare e competenze del Tribunale di sorveglianza
La decisione applica i principi secondo cui il Tribunale di sorveglianza deve verificare l'effettiva sussistenza delle condizioni di esecuzione delle misure alternative (es. disponibilità di domicilio) e deve motivare in modo specifico ogni valutazione decisiva; l'omessa valutazione di documenti sopravvenuti può giustificare l'annullamento e il rinvio
principio generale della motivazione delle decisioni giudiziarie
La Corte richiama il dovere del giudice di confrontarsi con la documentazione rilevante e di esporre le ragioni che giustificano la decisione; l'omessa disamina di elementi potenzialmente decisivi integra un vizio e comporta rimessione per nuovo giudizio
Massime di principio
- La dichiarazione di inefficacia della detenzione domiciliare per mancanza di domicilio richiede un accertamento concreto e motivato: se sopravvengono elementi (es. dichiarazioni di familiari) che ristabiliscono la disponibilità di domicilio, il giudice deve valutarli esplicitamente prima di dichiarare l'inefficacia
- L'omessa valutazione di documenti prodotti dalle parti e rilevanti per la decisione costituisce un vizio di motivazione che può portare all'annullamento e al rinvio del provvedimento
- Le contestazioni relative a diffide o denunce per evasione devono essere valutate nel loro complesso; se il giudice ritiene tali fatti giustificati o non decisivi, non può basare su di essi l'unica ragione della dichiarata inefficacia senza considerare altri elementi sopravvenuti
- In situazioni simili il difensore deve assicurarsi che ogni dichiarazione di disponibilità di domicilio sia tempestivamente documentata e trasmessa agli uffici competenti e deve contestare immediatamente eventuali omissioni del giudice nella disamina probatoria
- Il rimedio processuale efficace contro una declaratoria di inefficacia fondata su elementi non pienamente valutati è il ricorso per cassazione per omessa motivazione e travisamento della prova, puntando sulla mancata considerazione di documenti potenzialmente decisivi
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