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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37399/2025 del 17/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 05/05/2025 che ha rigettato l'istanza di sospensione dell'ingiunzione a demolire. Il ricorrente censura l'assenza di motivazione sull'eventuale sanabilità delle opere abusive e sulla insussistenza di un pregiudizio irreparabile, deducendo (a) che l'ampliamento non supera il limite volumetrico massimo (inferiore a 750 mc) e quindi sarebbe sanabile; (b) che la sanabilità è esclusa solo in caso di vincolo di inedificabilità assoluta ai sensi dell'art. 33 legge n. 47/1985, non anche in presenza di vincoli di inedificabilità relativa.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'immobile ricada in area sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale e idrogeologico preesistente ai lavori e che le opere realizzate siano "nuove opere" non riconducibili a interventi di restauro, risanamento conservativo o manutenzione straordinaria. In applicazione dell'art. 32, comma 27, d.l. n. 269/2003 (conv. l. n. 326/2003) e del consolidato orientamento giurisprudenziale (Corte costituzionale, Cassazione penale, Consiglio di Stato), anche i vincoli di inedificabilità relativa precludono la sanabilità di opere diverse dai casi di "minore rilevanza" (numeri 4,5,6 allegato 1 del d.l. 269/2003), indipendentemente dall'aumento volumetrico. Perciò il rigetto della sospensione dell'ingiunzione di demolizione è stato ritenuto incensurabile. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende per profili di colpa nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 27, d.l. n. 269 del 2003 (convertito dalla l. n. 326 del 2003)

    art. 32, comma 27, d.l. n. 269/2003 (conv. l. n. 326/2003)

    La norma preclude il rilascio del condono per "nuove opere" realizzate in aree sottoposte a vincoli di tutela (anche di inedificabilità relativa), salvo i casi di interventi di minore rilevanza indicati ai numeri 4-6 dell'allegato 1 (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria) e previo parere favorevole dell'Autorità competente.

  • art. 33, legge n. 47 del 1985

    Riferimento normativo utilizzato dal ricorrente per sostenere che solo l'inedificabilità assoluta escluda la sanabilità; tuttavia la Corte costituzionale e la giurisprudenza interpretano che anche vincoli che non determinano inedificabilità assoluta possono precludere la sanabilità ai sensi dell'art. 32 del d.l. 269/2003.

  • Corte costituzionale - pronunce rilevanti

    Corte cost., ord. n. 150 del 2009; Corte cost., sent. n. 54 del 2009; Corte cost., sent. n. 49 del 1996

    Le pronunce costituzionali hanno confermato che i vincoli preesistenti, anche se non configurano inedificabilità assoluta, possono rendere preclusa la sanatoria; hanno respinto letture che limitino il divieto di condono alle sole ipotesi di inedificabilità assoluta.

  • Giurisprudenza penale e amministrativa

    Cass. pen., sez. III, n. 40676 del 20/05/2016; Cons. Stato, n. 5795 del 02/07/2025 e altri precedenti

    Orientamento consolidato che esclude la sanabilità, secondo l'art. 32 d.l. 269/2003, per le opere diverse dai casi di minore rilevanza se realizzate in aree sottoposte a vincolo preesistente, anche se il vincolo è di inedificabilità relativa.

Massime di principio

  • Se un intervento consiste in "nuove opere" e l'area era già sottoposta a vincoli paesaggistici/ambientali/idrogeologici prima dei lavori, la richiesta di condono è in genere preclusa indipendentemente dalla volumetria aggiunta.
  • Sono sanabili, con i limiti previsti, solo gli interventi di minore rilevanza indicati ai numeri 4, 5 e 6 dell'allegato 1 al d.l. n. 269/2003 (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria) e comunque subordinati al parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo.
  • Il fatto che l'ampliamento sia inferiore a una soglia volumetrica (es. 750 mc) non prevale sulla preesistenza di vincoli che escludono la sanabilità delle nuove opere.
  • I vincoli di "inedificabilità relativa" sono interpretati dalla giurisprudenza come idonei a impedire la sanatoria, non soltanto i vincoli che determinano inedificabilità assoluta.
  • In cassazione, contestare un orientamento giurisprudenziale consolidato senza argomentazioni robuste espone il ricorrente a inammissibilità e a condanne per spese e ammende.

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