L.R. Puglia 24/2004
Principi, indirizzi e disposizioni nella formazione del Documento regionale di assetto generale (DRAG)(•)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale Puglia n. 24/2004 fissava principi e indirizzi per il DRAG, quale riferimento per la pianificazione provinciale e comunale, con attenzione a tutela ambientale, Siti Natura 2000, trasformazioni territoriali, strumenti urbanistici e regolamento edilizio tipo. Tuttavia il testo fornito indica che tutti gli articoli risultano abrogati dalla l.r. 22/2006, art. 34, quindi la disciplina è oggi obsoleta.
Formazione del Documento regionale di assetto generale (DRAG) per la pianificazione territoriale pugliese
Principi e indirizzi per il Documento regionale di assetto generale
La legge regionale Puglia n. 24 del 13 dicembre 2004 disciplinava i principi, gli indirizzi e alcune disposizioni per la formazione del Documento regionale di assetto generale (DRAG), nell’ambito del governo del territorio regionale. Nel testo fornito, però, le disposizioni risultano tutte abrogate dalla l.r. 22/2006, art. 34, e quindi la disciplina è oggi priva di utilità applicativa pratica.
Funzione del DRAG nel sistema di pianificazione
Il DRAG era configurato come il riferimento vincolante per la pianificazione provinciale e comunale prevista dalla l.r. 20/2001. La legge collocava il documento al centro del coordinamento tra i diversi livelli di pianificazione, con l’obiettivo di assicurare uno sviluppo del territorio fondato sul coordinamento, sull’uso sostenibile e sulla tutela dell’ecosistema.
Coordinamento territoriale e tutela ambientale
Nella disciplina originaria, il DRAG doveva garantire il raccordo tra pianificazione provinciale e comunale e finalità di tutela ambientale, con specifico riferimento ai Siti Natura 2000. Il coordinamento era previsto in relazione alle direttive europee sugli uccelli selvatici e sugli habitat naturali, nonché al relativo quadro regolamentare nazionale di attuazione.
Contenuti del DRAG
La legge elencava i principali contenuti che il DRAG doveva determinare in coerenza con la programmazione regionale. In particolare, il documento doveva individuare:
- gli ambiti rilevanti per la tutela e la conservazione dei valori ambientali e dell’identità sociale e culturale del territorio pugliese;
- le componenti del sistema territoriale nei suoi sottosistemi geologico-morfologico-idrogeologico, botanico-vegetazionale, colturale, faunistico e storico-insediativo;
- gli indirizzi e le direttive per la tutela e valorizzazione dei territori costruiti e rurali;
- gli indirizzi per la tutela dei Siti Natura 2000;
- i criteri e le direttive per le trasformazioni del territorio locale e costruito, compresa la ristrutturazione e il cambio di destinazione d’uso;
- gli indirizzi per il calcolo dei fabbisogni di edilizia residenziale, edilizia produttiva e aree per servizi;
- gli indirizzi e le direttive per la formazione degli strumenti urbanistici;
- gli schemi dei servizi infrastrutturali di interesse regionale;
- gli indirizzi per la valutazione di incidenza e di impatto ambientale dei piani urbanistici generali ed esecutivi;
- gli indirizzi e le direttive per l’attuazione della perequazione;
- gli indirizzi e le direttive per gli studi geologici a corredo degli strumenti urbanistici.
Piano territoriale di coordinamento provinciale
La legge dettava anche criteri per il Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP), richiamando la disciplina della l.r. 20/2001. Il PTCP doveva delineare il contesto generale di riferimento, specificare le linee di sviluppo del territorio provinciale e stabilire criteri per la localizzazione degli interventi di competenza provinciale. Doveva inoltre individuare aree da assoggettare a specifica disciplina per la tutela dell’ambiente, con attenzione ai Siti Natura 2000 e alle previsioni del PUTT.
La formazione del PTCP richiedeva inoltre:
- la rilevazione e analisi delle risorse territoriali provinciali;
- la definizione del quadro conoscitivo dei rischi sismici e idrogeologici;
- indirizzi e direttive per gli obiettivi economici, spaziali e temporali dello sviluppo provinciale;
- azioni per ottimizzare la mobilità;
- azioni per perseguire gli obiettivi energetici provinciali;
- indirizzi per rendere omogenee, a scala provinciale, le regolamentazioni e programmazioni territoriali comunali.
Regolamento edilizio tipo
Il DRAG doveva fornire indicazioni per la redazione di un regolamento edilizio e di igiene tipo, nel rispetto del testo unico dell’edilizia statale richiamato dalla norma. Si trattava di un indirizzo di coordinamento tecnico rivolto alla formazione degli strumenti regolamentari locali.
Compatibilità di PTCP e PUG
La legge prevedeva che il DRAG disciplinasse anche le modalità del controllo di compatibilità del PTCP e del Piano urbanistico generale (PUG) adottati. Si trattava di una funzione di verifica coerente con il sistema di pianificazione territoriale regionale.
Stato di vigenza
Nel testo fornito tutti gli articoli risultano espressamente abrogati dalla l.r. 22/2006, art. 34. Per tale ragione l’atto deve considerarsi obsoleto e non utile ai fini applicativi attuali.
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