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Sentenza

Sentenza n. 67/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’accertamento: a) dell’illiceità del comportamento dell’ANAS quale ente espropriante relativamente alla procedura ai danni dei fondi di proprietà del ricorrente, con particolare riferimento alla dichiarazione di pubblica utilità n. 97 del 13 luglio 1988, con scadenza al 1° giugno 2005, cui ha fatto seguito l’occupazione delle aree preordinate all’esproprio con decreto prefettizio n. 178 del 5 marzo 1999, con scadenza al 4 marzo 2004 nonché al provvedimento di proroga della dichiarazione di pubblica utilità del 6 giugno 2005, con scadenza 6 giugno 2007 e del provvedimento del 23 maggio 2007 sino al 6 giugno 2009; b) della persistenza del diritto di proprietà in capo al ricorrente delle aree occupate dalla P.A., con obbligo di restituzione al proprietario previo ripristino dello stato dei luoghi e pagamento dell’indennità risarcitoria per illegittimo sacrificio imposto al privato; c) dell’irreversibile trasformazione dei luoghi a seguito dei lavori di ammodernamento ed adeguamento al Tipo 1/b delle norme CNR/80 mediante la realizzazione della terza corsia e della corsia di emergenza del tratto autostradale Salerno – Reggio Calabria, tronco 1°, tratto 5°, Lotto 2°, 1° stralcio dal Km 40,100 al Km 44,100; d) in subordine, ove si accerti l’intervenuta irreversibile trasformazione dei beni di proprietà del ricorrente per effetto della realizzazione dell’opera pubblica, il diritto del ricorrente a ottenere il pagamento del valore venale del bene oltre il risarcimento dei danni, con interessi e rivalutazione nonché per la condanna: e) alla restituzione delle aree, previo ripristino dello stato dei luoghi e corresponsione del risarcimento del danno relativo al periodo della sua utilizzazione senza titolo (dalla data dell’occupazione preordinata all’esproprio, del 5 marzo 1999 ad oggi); f) in via subordinata, al risarcimento del danno per la perdita del valore economico dei beni irreversibilmente trasformati e per il mancato utilizzo, sino ad oggi, oltre interessi come per legge; g) al risarcimento del danno, con esclusione della restituzione delle aree di cui trattasi, senza limiti di tempo e, conseguentemente, per l’acquisizione delle medesime aree ai sensi dell’art. 42-bis d.p.r. 327/2001 e quantificazione del danno in misura pari al valore delle aree stesse, oltre interessi moratori dalla data dell’occupazione illegittima; per l’accertamento: h) del diritto del ricorrente ad ottenere il risarcimento del danno per mancata corresponsione dell’indennità di cui all’occupazione preordinata all’esproprio; i) della irreversibile trasformazione anche delle residue aree ricomprese nel piano particellare di esproprio, con conseguente determinazione dei relativi danni.

Giustizia amministrativa202201813

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: comportamenti e atti della procedura espropriativa relativi all'occupazione e all'espropriazione di terreni per l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni esproprianti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illiceità dell'occupazione delle proprie aree, della persistente titolarità del diritto di proprietà e dell'irreversibile trasformazione dei fondi, con conseguente restituzione dei beni, ripristino dello stato dei luoghi e risarcimento del danno. In subordine ha chiesto il pagamento del valore venale delle aree trasformate, il risarcimento per l'occupazione senza titolo, il risarcimento per la mancata corresponsione dell'indennità di occupazione preordinata all'esproprio e l'acquisizione delle aree ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001. La controversia riguardava due particelle catastali, ma l'amministrazione ha documentato che la procedura espropriativa e l'occupazione avevano interessato soltanto la particella n. 391. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito la prescrizione del diritto al risarcimento. Toto Holding ha inoltre eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, sostenendo di essere stata incaricata soltanto dello svolgimento di attività amministrative, tecniche e finanziarie per conto di ANAS, senza titolarità dei poteri espropriativi. Nel merito è stato dedotto che, dopo l'occupazione, erano stati raggiunti accordi bonari sulle indennità, corrisposti acconti dell'80%, predisposti gli atti per l'ultimazione della procedura e adottato il decreto definitivo di esproprio entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. In via preliminare ha ritenuto prescritto il diritto al risarcimento da illegittima occupazione. Il ricorrente aveva già promosso un giudizio davanti al giudice ordinario, poi riassunto dinanzi al TAR nel 2013; tale giudizio era stato dichiarato perento nel 2020. Secondo il TAR, la perenzione, assimilata all'estinzione del processo, determina la conversione dell'effetto interruttivo permanente della domanda giudiziale nell'effetto interruttivo istantaneo previsto dall'art. 2945, comma 3, c.c. Pertanto, dalla notifica del ricorso in riassunzione del 9 novembre 2013 decorreva nuovamente il termine quinquennale, ormai scaduto alla notifica del nuovo ricorso del 19 ottobre 2022. Il giudice ha comunque esaminato il merito, rilevando che dagli atti risultava interessata dalla procedura soltanto la particella n. 391; che l'occupazione era stata autorizzata dal decreto prefettizio; che erano stati conclusi accordi bonari sulle superfici occupate e sulle indennità; che erano stati liquidati gli acconti; e che il decreto definitivo di esproprio era stato emesso, notificato, registrato e pubblicato entro il termine di validità della dichiarazione di pubblica utilità, con indicazione della consistenza effettivamente espropriata e delle somme corrisposte o depositate. Il ricorso è stato quindi ritenuto infondato anche nel merito. Le spese sono state integralmente compensate per la complessità della vicenda e il tempo trascorso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 2, lett. b), c.p.a.

    La perenzione è stata assimilata all'estinzione del processo amministrativo.

  • art. 2945, commi 2 e 3, c.c.

    Ne deriva che, se la perenzione del processo amministrativo (sia essa ordinaria o straordinaria) è assimilabile alla estinzione del giudizio civile, sia logico che al suo verificarsi si verifichino gli effetti previsti dall’art. 2945 c.c., comma 3.

    La perenzione converte l'effetto interruttivo permanente della domanda giudiziale nell'effetto interruttivo istantaneo; da quel momento decorre nuovamente il termine prescrizionale.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    È stato invocato dal ricorrente quale base per l'acquisizione delle aree e il risarcimento parametrato al loro valore, ma la relativa domanda è stata respinta.

Massime di principio

  • Quando un giudizio amministrativo si estingue per perenzione, l'effetto interruttivo permanente della prescrizione prodotto dalla domanda giudiziale si converte nell'effetto interruttivo istantaneo; il termine prescrizionale ricomincia quindi a decorrere dal momento in cui si verifica l'estinzione secondo la disciplina richiamata dal giudice.
  • Il diritto al risarcimento del danno da occupazione illegittima è soggetto al termine quinquennale di prescrizione; una nuova azione deve essere proposta entro cinque anni dall'ultimo atto interruttivo idoneo, tenendo conto degli effetti della successiva perenzione del giudizio.
  • La prova documentale dell'adozione del decreto definitivo di esproprio entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, unitamente alla notificazione, registrazione e pubblicazione del decreto, esclude la configurabilità di un'occupazione sine titulo fondata sull'asserita mancata conclusione della procedura.
  • Ai fini dell'accertamento dell'occupazione e dell'espropriazione, la consistenza delle aree effettivamente coinvolte deve essere ricavata dagli atti della procedura, quali il verbale di consistenza, il verbale di immissione in possesso e il decreto definitivo di esproprio; non è sufficiente il mero riferimento catastale alle particelle indicate dal proprietario.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoOccupazione illegittima e acquisizione sananteDanno da provvedimento illegittimoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàResponsabilità della pubblica amministrazioneProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàRisarcimento del danno da attività amministrativaOnere della prova e principio dispositivo

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