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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38014/2022 del 07/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza di appello che aveva riformato in parte la sentenza di primo grado e condannato il Ferrari per omicidio stradale in cooperazione con altro conducente. Unico motivo: errata applicazione della legge penale e travisamento della prova. Il ricorrente contestava la valutazione delle prove tecniche sulla dinamica del sinistro e sulla stima delle velocità effettuata dal consulente del P.M., denunciando: metodo "a ritroso" errato per il calcolo delle velocità, uso di un crash test non comparabile per massa, resistenza e angolo d'urto del palo semaforico, errata ricostruzione del primo impatto con l'autocarro (conseguente contributo cinematico del primo urto non adeguatamente considerato) e mancanza di fondamento scientifico del giudizio controfattuale secondo cui una velocità inferiore a 50 km/h avrebbe consentito una decelerazione tale da evitare l'esito mortale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile, in quanto riproposizione di censure già svolte in appello, la contestazione che non contestualizzava criticamente la motivazione della Corte territoriale. Sul merito, ha ribadito il principio di limitazione del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove tecniche e ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito una spiegazione chiara, logica e congrua sull'impiego del crash test (valutazione prudenziale per difetto), sulla stima della velocità della Ford Focus (almeno 60/70 km/h) e sulla percorribilità del controfattuale (possibilità di decelerare se la velocità fosse stata inferiore a 50 km/h). Confermate le statuizioni di condanna, i benefici concessi in primo grado (sospensione condizionale e non menzione) e la condanna al risarcimento alla parte civile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    Applicato per la configurazione dell'omicidio stradale e per la valutazione delle circostanze aggravanti/attenuanti in relazione alla dinamica del sinistro

  • art. 113 cod. pen.

    Richiamato insieme al reato principale per indicare la cooperazione tra i conducenti nella commissione del fatto (concorso di persone nel reato)

  • art. 142 Codice della Strada

    Richiamato in relazione alla violazione dei limiti di velocità in centro urbano attribuita al conducente della Ford Focus

  • d.lgs. 30/04/1992, n. 285 (Codice della Strada), art. 146

    Richiamato per la violazione del semaforo rosso addebitata al conducente dell'autocarro

  • principio giurisprudenziale sul sindacato di legittimità

    La Corte di Cassazione non riesamina i fatti e la valutazione delle prove del merito salvo macroscopici vizi logici: le ricostruzioni tecniche e dinamiche sono sottratte a nuovo apprezzamento se adeguatamente motivate dal giudice d'appello

Massime di principio

  • Il giudice di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione tecnica delle prove: le critiche alla ricostruzione fattuale sono ammissibili solo se mostrano un evidente vizio logico o contraddizione macroscopica nella motivazione
  • Le valutazioni tecniche basate su crash test o metodi "a ritroso" sono ammesse se il giudice di merito dimostra la ragionevole comparabilità o adotta stime conservative che non favoriscano l'imputato
  • La riproposizione in cassazione delle medesime doglianze già dedotte in appello e motivatamente respinte è inammissibile; il ricorrente deve confrontarsi criticamente con le argomentazioni della sentenza impugnata
  • Il giudizio controfattuale (cosa sarebbe accaduto se...) deve essere fondato su elementi tecnici e cronologici plausibili (es. distanza di percezione e spazio di frenata): se il giudice d'appello lo espone logicamente e congruamente, è generalmente ritenuto valido
  • Quando si contesta una perizia tecnica, è necessario indicare specifici vizi metodologici o dati probatori che dimostrino l'irrimediabile inidoneità della prova; mere alternative ricostruttive non sono sufficienti per ribaltare la decisione di merito

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