Cassazione Penale, Sentenza n. 48306/2023 del 04/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della condanna per rapina pluriaggravata (artt. 110, 628 c.p., aggravata ai sensi di art. 624-bis c.p.) per quattro motivi principali: 1) vizio di motivazione e illegittimità nella valorizzazione del riconoscimento operato dalla polizia giudiziaria, presentato in atti in forma anonima e senza indicazione delle modalità concrete di riconoscimento, mentre dalle immagini di videosorveglianza non era possibile vedere il volto; 2) mancata motivazione circa la corrispondenza fra il giubbotto sequestrato all'imputato e quello indossato dal rapinatore (diversa lucentezza/materiale); 3) mancata considerazione del valore esplicativo delle celle agganciate dal cellulare, che coprono il centro di Milano e quindi forniscono un indizio poco determinante; 4) omissione di motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche relative a comportamento in carcere e partecipazione a corsi e produzione di buste paga.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi tre motivi ritenendoli fondati: ha censurato la motivazione della Corte d'appello per non aver verificato e illustrato sulla base di quali elementi non facciali (andatura, vestiario, altezza etc.) la polizia giudiziaria aveva riconosciuto Gueye, e per non aver indicato il soggetto operante che effettuò il riconoscimento. Ha altresì rilevato la completa omissione di valutazione delle deduzioni difensive circa la non corrispondenza del giubbotto e la diluizione dell'indizio delle celle telefoniche. Il quarto motivo è stato assorbito dall'accoglimento dei primi tre. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per un nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; la fattispecie è stata contestata in concorso con altri
art. 628, primo e terzo comma, cod. pen.
Norma sulla rapina; la condanna è stata fondata sulla sussistenza del reato di rapina in concorso e sulle aggravanti indicate
art. 624-bis cod. pen.
Richiamato come riferimento ai luoghi che aggravano la pena (il fatto commesso in luoghi tutelati/particolari); utilizzato per qualificare l'aggravante territoriale della rapina
art. 173, comma 1, cod. proc. pen.
Norma richiamata ai fini della enunciazione sintetica dei motivi del ricorso per cassazione; ha guidato la formulazione dei motivi nei limiti strettamente necessari
Sez. 3, n. 16977 del 22/03/2022 (Casanova)
Giurisprudenza richiamata per affermare che gli atti della polizia giudiziaria, anche nel giudizio abbreviato, costituiscono forme di prova dichiarativa che vanno valutate liberamente secondo i criteri generali di apprezzamento delle prove; tuttavia impongono che sia verificata la modalità concreta con cui è stato operato un riconoscimento
Massime di principio
- Quando il volto non è chiaramente visibile in immagini di videosorveglianza, il giudice deve motivare esattamente su quali altri elementi (andatura, postura, vestiario, altezza, caratteristiche somatiche) sia fondato un riconoscimento e indicare chi (quale operante) lo ha effettuato
- Le segnalazioni o i riconoscimenti effettuati unicamente dalla polizia giudiziaria in atti assumono valore probatorio ma devono essere adeguatamente valutati e spiegati dal giudice, con riferimento alle modalità concrete di formazione della dichiarazione
- Elementi meramente indiziari (tipo di indumento sequestrato, dati di aggancio di celle telefoniche) richiedono una motivazione specifica che consideri alternative ragionevoli: la diffusione di un certo capo d'abbigliamento o l'ampiezza della copertura delle celle diminuiscono il peso probatorio dell'indizio
- L'omessa valutazione di contestazioni difensive relative a elementi probatori può determinare l'annullamento della decisione e il rinvio per nuovo esame
- Nel giudizio abbreviato gli atti della polizia giudiziaria conservano valore ma non esonerano il giudice dall'obbligo di valutare criticamente la loro attendibilità e le modalità con cui sono stati acquisiti
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