Cassazione Penale, Sentenza n. 2328/2024 del 18/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere confermata dal Tribunale di Napoli per i reati indicati nei capi provvisori 12, 13, 15, 19 e 23. Il ricorrente deduce vizi cumulativi di violazione di legge e di mancanza e manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che il Tribunale non ha osservato il principio di diritto affermato nella sentenza rescindente (Cass. Sez. II n. 29570/2023) e si è limitato a riportare stralci di conversazioni intercettate senza svolgere una valutazione logico-deduttiva idonea a collegare specifici indizi a ciascuna contestazione provvisoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di Napoli avesse adeguatamente colmato il precedente vizio motivazionale indicato nella sentenza rescindente, specificando per ciascun capo la condotta e il ruolo del ricorrente sulla base delle conversazioni intercettate e confermando il giudizio di gravità indiziaria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Disposto l'invio degli adempimenti alla Cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Rimando agli adempimenti amministrativi previsti dalle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale (formalità esecutive successive alla decisione).
Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000
(Corte cost. n. 186 del 2000)
Giurisprudenza citata in tema di condanna alle spese e alla somma a favore della Cassa delle ammende: la norma è applicata per escludere che il ricorso sia stato proposto senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, giustificando l'imposizione della sanzione pecuniaria.
Sentenza della Corte di Cassazione, Sez. II, n. 29570 del 15/06/2023
sentenza di annullamento parziale emessa dalla Seconda sezione di questa Corte, n. 29570 del 15/6/2023
Precedente che ha annullato con rinvio l'ordinanza custodiale limitatamente ai capi indicati per carenza motivazionale 'cumulativa'; ha imposto al giudice di merito di specificare quali indizi si riferiscono a ciascuna contestazione provvisoria.
Massime di principio
- Se una sentenza di annullamento richiede specificazione degli indizi per singoli capi, il giudice di rinvio deve indicare chiaramente il nesso tra ogni elemento probatorio (es. conversazioni intercettate) e ciascuna contestazione; le valutazioni generiche su 'gruppi di cessioni' sono insufficienti.
- Le intercettazioni possono sostenere il giudizio di gravità indiziaria se il tribunale spiega in modo logico quali frasi o comportamenti dimostrano la concreta condotta e il ruolo dell'imputato rispetto a ciascun reato.
- Un motivo di ricorso che si limiti a enunciare genericamente la mancanza di logica della motivazione, senza indicare errori specifici o passaggi critici del ragionamento, è a rischio di inammissibilità per genericità.
- Quando il giudice di merito integra la motivazione richieste dal giudice superiore, la Cassazione tende a confermare la decisione se la nuova motivazione risulta persuasiva e priva di vizi logico-giuridici.
- In caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di somme a favore della Cassa delle ammende; è quindi importante valutare preliminarmente la fondatezza e la specificità dei motivi impugnatori.
- L'assenza di una conversazione in cui il cliente sollecita la fornitura non esclude automaticamente la prova della materiale cessione se il quadro probatorio (più episodi di cessione abituale, ruolo organizzativo, consegne delegate) rende ragionevole il collegamento tra accordi e consegne effettive.
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