Cassazione Penale, Sentenza n. 10366/2022 del 24/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione contro la conferma della condanna per rapina; il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del "danno patrimoniale di particolare tenuità", lamentando che la somma sottratta era di 134 euro e che la Corte avrebbe motivato in modo contraddittorio riconoscendo i presupposti ma negando l'attenuante perché l'entità era stata valutata ai fini dell'applicazione delle circostanze attenuanti generiche
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nel motivare l'inammissibilità la Corte ha richiamato il principio consolidato secondo cui uno stesso elemento fattuale può essere preso in considerazione più volte se incide su profili diversi del trattamento sanzionatorio (ad es. determinazione della pena base e valutazione di circostanze), ma non può essere valorizzato due volte ai medesimi fini con conseguente duplicazione di effetti. La Corte ha ritenuto che non vi fosse un vizio tale da giustificare la cassazione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; sentenza a motivazione semplificata
Norme richiamate
Decreto-Legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (convertito con L. 18 dicembre 2020, n. 176)
Riferimento alle modalità di trattazione del ricorso (procedura di trattazione prevista dalla norma di emergenza), utilizzato come dato processuale circa la forma di svolgimento dell'udienza
art. 616 c.p.p.
Norma invocata per la condanna alle spese processuali e per la determinazione del pagamento alla Cassa delle Ammende a carico del ricorrente, determinata equitativamente
Massime di principio
- La stessa circostanza fattuale può essere valutata più volte dal giudice purché lo sia per profili diversi del trattamento sanzionatorio (es. per determinare la pena base e, separatamente, per valutare circostanze attenuanti differenti).
- Non è invece ammesso valorizzare due volte lo stesso elemento ai medesimi fini: il giudice deve evitare la duplicazione dell'effetto di uno stesso fatto su più circostanze con identico scopo (divieto di 'doppio conteggio').
- La semplice entità ridotta del danno (es. somme modeste) non determina automaticamente il riconoscimento della circostanza attenuante di particolare tenuità se il giudice ha utilizzato tale elemento per bilanciare altre attenuanti o per la determinazione complessiva della pena; chi impugna deve dimostrare concretamente il doppio utilizzo per gli stessi fini.
- In ricorsi per cassazione è fondamentale segnalare con chiarezza e documentazione che l'elemento contestato sia stato usato due volte ai medesimi fini o che la motivazione sia contraddittoria; altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile e il ricorrente può essere condannato a pagare spese e somme alla Cassa delle Ammende.
- Se si contesta il mancato riconoscimento di un'attenuante per entità economica, conviene chiedere al giudice di pronunciarsi esplicitamente e separatamente sulle ragioni per cui l'entità non è stata ritenuta sufficiente e far emergere eventuali usi alternativi dell'elemento fattuale.
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