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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15663/2023 del 13/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la conferma di condanna per appropriazione indebita (art. 646 c.p.) deducendo: 1) violazione e falsa applicazione dell'art. 646 c.p., sostenendo l'assenza dei requisiti sostanziali del reato (mancanza di prova di appropriazione "uti dominus", essendo al più una violazione di obblighi di custodia e assenza di dolo volto all'occultamento delle somme); 2) violazione e falsa applicazione dell'art. 157 c.p. in relazione alla prescrizione, deducendo che i fatti risalgono al periodo novembre 2013 - gennaio 2014 e che, alla luce delle modifiche normative successive (inasprimento della pena), per effetto del principio di irretroattività della disposizione sfavorevole il reato sarebbe ormai prescritto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto la doglianza generica, reiterativa e priva di un concreto confronto critico con la motivazione analitica della Corte d'appello che aveva ricostruito un'articolata condotta di appropriazione indebita nell'ambito dell'attività lavorativa della ricorrente. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto anch'esso generico e non confrontato con la motivazione della Corte d'appello relativa al calcolo dei termini di prescrizione, avendo questa applicato correttamente i principi affermati dalle Sezioni Unite (n. 5292/2020, Sanna) e tenuto conto della sentenza della Corte costituzionale n. 140/2021. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle parti civili Geraci Nuccio e Galota Antonina, liquidate in euro 3.686,00 ciascuna oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che, secondo la motivazione della Corte d'appello, sussistessero gli elementi dell'appropriazione indebita nell'ambito dell'attività lavorativa della ricorrente; la ricorrente non ha fornito un'argomentazione specifica per confutare tale ricostruzione.

  • art. 157 cod. pen.

    Richiamato dalla ricorrente in tema di prescrizione; la Corte ha ritenuto che l'eccezione non fosse adeguatamente sviluppata e che la Corte d'appello avesse correttamente computato i termini di prescrizione alla luce della normativa e della giurisprudenza pertinente.

  • Sez. U., n. 5292 del 26/11/2020 (Sanna)

    Giurisprudenza delle Sezioni Unite richiamata per il corretto computo dei periodi di sospensione ai fini della prescrizione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello avesse applicato correttamente i principi ivi enunciati.

  • Corte costituzionale, sent. n. 140 del 2021

    Richiamata nella valutazione del decorso e della scadenza del termine di prescrizione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello avesse tenuto conto correttamente di tale pronuncia.

  • Giurisprudenza sulla inammissibilità di motivi generici (es. Sez. 3, n. 18521/2018 Ferri; Sez. 5, n. 15041/2018 Barraglia; Sez. 4, n. 1219/2017 Colomberotto)

    Richiamate per affermare il principio che la Cassazione non ammette censure generiche o meri rinnovati esposti del merito: l'impugnante deve svolgere un concreto e specifico confronto critico con la motivazione impugnata.

Massime di principio

  • In Cassazione non è sufficiente esporre affermazioni generiche o alternative di merito: il ricorrente deve articolare censure specifiche e confrontarsi punto per punto con la motivazione impugnata
  • Nelle contestazioni di appropriazione indebita è necessario dimostrare, con argomentazioni e prove, l'assenza dell'elemento soggettivo (dolo) e dell'atteggiamento di "uti dominus"; altrimenti la ricostruzione motivata dei giudici di merito prevale
  • Le impugnazioni basate sulla prescrizione richiedono un calcolo preciso dei termini e delle cause di sospensione/interruzione, con attenzione alla giurisprudenza delle Sezioni Unite e alle pronunce costituzionali rilevanti; mere affermazioni temporali non sono idonee
  • Ricorsi ripetitivi o che non apportano novità giuridiche o fattuali rischiano di essere dichiarati inammissibili e possono comportare condanne alle spese e sanzioni (es. importi a favore della cassa delle ammende)
  • Quando si discute la retroattività o l'irretroattività di modifiche normative (aumento di pena), occorre collegare concretamente la modificazione normativa al profilo della prescrizione e dimostrare dettagliatamente l'effetto sul termine prescrizionale

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