Cassazione Penale, Sentenza n. 48656/2022 del 22/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame del decreto di convalida del sequestro probatorio. L'Addamiano contestava la mancata motivazione del decreto di convalida del sequestro, rilevando che ciò impediva di accertare il nesso tra il denaro sequestrato (€70.000 rinvenuti nell'auto) e il reato contestato (illecita detenzione di sostanze stupefacenti). Inoltre sosteneva che il denaro provenisse da elargizioni della nonna, affermazione che a suo avviso non era stata adeguatamente valutata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata specificità: il ricorso non ha svolto un confronto argomentato con le ragioni del provvedimento impugnato. La Corte ha richiamato che il decreto di sequestro/convalida deve contenere una motivazione, anche concisa, che specifichi la finalità probatoria; ha però rilevato che il Tribunale aveva comunque indicato l'ipotesi di reato, aveva dato atto che sostanze e materiale da confezionamento costituivano corpi del reato, aveva richiamato il verbale di sequestro per motivare la pertinenzialità del denaro e aveva precisato la finalità degli accertamenti sulle banconote. La Corte ha inoltre affermato che, in caso di radicale lacuna motivazionale, il pubblico ministero può integrare la motivazione in udienza di riesame. La documentazione prodotta dal ricorrente non ha dimostrato il trasferimento di denaro dalla nonna all'Addamiano. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 581, lett. c) cod. proc. pen.
Richiede che il ricorso per cassazione sia specifico: deve contenere una critica argomentata alle ragioni del giudice impugnato; la mancanza di tale specificità comporta inammissibilità.
Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Rv. 273548)
Afferma che il decreto di sequestro probatorio/convalida, anche se riguarda cose costituenti corpo di reato, deve contenere motivazione che specifichi la finalità probatoria per l'accertamento dei fatti, anche se in forma concisa.
Sez. 4, n. 54827 del 19/09/2017 (Rv. 271579)
Ammette che, in caso di radicale mancanza di motivazione sul punto della finalità probatoria, il pubblico ministero possa integrare la motivazione in udienza dinanzi al giudice del riesame.
Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004 (Rv. 226713)
Sostiene precedenti indicazioni giurisprudenziali sull'integrazione della motivazione da parte del P.M. in sede di riesame quando la motivazione originaria è carente.
Massime di principio
- Perché un ricorso in cassazione sia ammissibile è necessario un confronto specifico e argomentato con le ragioni espresse dal giudice impugnato; la mera reiterazione di censure generiche comporta inammissibilità.
- Il decreto di sequestro probatorio e il relativo decreto di convalida devono contenere, anche in modo conciso, la motivazione che indichi la finalità probatoria ("finalità probatoria"), ossia perché gli oggetti sono funzionali all'accertamento dei fatti.
- Se la motivazione del decreto è radicalmente carente, la giurisprudenza ammette che il pubblico ministero possa integrare la motivazione in udienza di riesame; pertanto l'assenza totale di motivazione non è sempre sanante l'unica via di impugnazione.
- La pertinenzialità del denaro rispetto a reati di droga può essere adeguatamente motivata richiamando il verbale di sequestro e gli elementi concreti riscontrati (nascosti, modalità di confezionamento, presenza simultanea di stupefacenti), mentre la semplice produzione di documenti che attestano prelievi da conti di terzi non è automaticamente idonea a provare il trasferimento al possessore sequestrato.
- La mancata dimostrazione probatoria della provenienza lecita del denaro da parte del ricorrente rende debole la censura sulla mancanza di nesso con il reato; in tali casi il giudice può ritenere sufficiente la motivazione già fornita dal P.M. e dal verbale di sequestro.
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