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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31473/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che lo aveva ritenuto responsabile del reato di ricettazione. Con il primo motivo egli ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sulla affermazione di responsabilità, ma la censura è stata ritenuta sostanzialmente una mera riproposizione di doglianze già svolte in appello, priva di effettivo confronto con la motivazione del giudice di merito, e mirante a sollecitare una diversa lettura dei fatti e delle prove. Con il secondo motivo ha contestato il mancato riconoscimento della circostanza attenuante speciale di cui all'art. 648, comma quarto, c.p., ma la censura è stata ritenuta manifestamente infondata perché la corte territoriale aveva già illustrato in modo congruo le ragioni del diniego; la pronuncia richiama il principio secondo cui, in tema di ricettazione, il valore del bene è solo un criterio sussidiario nella valutazione della particolare tenuità del fatto e, se non è esiguo, esclude la tenuità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato, quanto al primo motivo, la mancanza di specificità della doglianza e l'inammissibile richiesta di rivalutazione del merito; quanto al secondo motivo, la manifesta infondatezza della censura sull'attenuante della particolare tenuità del fatto. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648, comma 4, c.p.

    Nella ricettazione, la diminuzione per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva: il valore del bene è criterio concorrente solo in via sussidiaria; se il bene non è esiguo, la tenuità deve essere esclusa, mentre se il valore è lieve occorre considerare anche gli ulteriori parametri dell'art. 133 c.p.

  • art. 133 c.p.

    È richiamato come parametro per valutare, insieme al valore del bene, l'entità del profitto e la capacità a delinquere dell'agente ai fini della particolare tenuità del fatto.

  • art. 606 c.p.p.

    È richiamato implicitamente nei passaggi sulla dedotta violazione di legge e sul vizio di motivazione, ma la Corte ribadisce che in sede di legittimità non è consentita una rilettura del merito o una diversa valutazione degli elementi di fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    È la base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità il ricorso è inammissibile quando ripropone in modo pedissequo motivi già dedotti in appello senza confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La Corte di cassazione non può essere richiesta di procedere a una nuova valutazione del compendio probatorio o a una diversa ricostruzione dei fatti rispetto a quella compiuta dal giudice di merito.
  • In tema di ricettazione, la particolare tenuità del fatto non può essere riconosciuta in base al solo dato del valore del bene, che ha funzione sussidiaria: se il valore non è esiguo, la circostanza deve essere esclusa; se invece il valore è lieve, occorre una valutazione complessiva degli ulteriori parametri oggettivi e soggettivi indicati dall'art. 133 c.p.
  • La censura sul mancato riconoscimento di una circostanza attenuante è infondata quando la sentenza di merito abbia fornito una motivazione congrua e non illogica sulle ragioni del diniego.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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