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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43125/2024 del 26/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza di riesame cautelare, denunciando vizi di motivazione e violazioni di legge con riferimento alla valutazione della gravità indiziaria relativa al reato di estorsione tentata in concorso e aggravata dal "metodo mafioso". In particolare si sosteneva un travisamento delle fonti dichiarative e una errata qualificazione dell'effetto ingravescente collegato al coinvolgimento del padre, nonché una generale richiesta di riconsiderazione delle prove e della natura intimidatoria delle condotte.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e per essere meramente reiterativo delle doglianze già svolte in sede di merito. Ha ritenuto che le censure proposte ricostruissero una diversa valutazione di merito non consentita in sede di legittimità e non avessero indicato specificamente prove travisate o omesse decisive. Il Tribunale di Messina era stato ritenuto aver motivato adeguatamente la credibilità della persona offesa e il riscontro intercettivo; inoltre è stato confermato che l'aggravante per metodo mafioso, di natura oggettiva, può estendersi ai concorrenti anche se questi ne abbiano ignorato la sussistenza per colpa. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)

    Definisce i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione: la Cassazione non può sostituirsi alla valutazione di merito e può censurare la motivazione solo in presenza di travisamento specificamente indicato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali e la possibilità di sanzione pecuniaria per ricorso inammissibile o manifestamente infondato; applicata per la condanna a euro 3.000 alla Cassa delle ammende

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che tipizza l'estorsione; la Corte ha ritenuto integrata la minaccia (verbis et re) diretta a costringere la vittima a rinunciare all'azione civile, così configurando il reato contestato

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 41461 del 19/07/2012 (Bell'Arte); Sez. 2, n. 43278 del 24/09/2015 (Manzini); Sez. 5, n. 21135 del 26/03/2019 (S.)

    Richiamate per il principio secondo cui la valutazione della credibilità della persona offesa è questione di fatto rimessa al giudice del merito e non sindacabile in Cassazione salvo manifeste contraddizioni

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 43769 del 12/07/2013 (Ventimiglia); Sez. 2, n. 32083 del 12/05/2023 (De Luca); Sez. 2, n. 32564 del 12/04/2023 (Bisogni)

    Utilizzate per confermare il valore probatorio delle intercettazioni a riscontro delle dichiarazioni della persona offesa e per affermare che l'aggravante 'metodo mafioso' è di natura oggettiva e si estende anche ai concorrenti che l'ignorano per colpa

  • Corte Cost., sent. 13/06/2000 n. 186

    Richiamata in relazione al criterio per l'applicazione di sanzioni pecuniarie per ricorsi inammissibili e al grado di colpa del ricorrente

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito un sindacato di merito: le censure che chiedono una diversa valutazione delle prove senza indicare un travisamento specifico sono inammissibili
  • Per censurare la motivazione è necessario indicare in modo specifico e inequivoco le prove travisate o omesse e dimostrarne la decisività nell'apparato motivazionale
  • La credibilità della persona offesa, se corroborata da riscontri oggettivi (es. intercettazioni), difficilmente può essere rimessa in discussione in sede di legittimità salvo manifeste contraddizioni
  • L'aggravante "metodo mafioso" è di natura oggettiva: può produrre effetto aggravante anche per i concorrenti che ne abbiano ignorato la sussistenza per colpa
  • Ricorsi meramente reiterativi delle stesse doglianze già valutate in sede di merito espongono al rischio di inammissibilità e di condanna a pagare spese e sanzioni pecuniarie; è quindi preferibile focalizzarsi su questioni di diritto e su vizi formali o travisamenti specifici
  • Prima di proporre ricorso per cassazione è fondamentale selezionare censure che attengano a violazioni normative o processuali chiaramente identificabili, evitando rielaborazioni alternative del giudizio di fatto

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