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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19589/2024 del 16/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo della società Vivai Maida srls disposta dal GIP (06/07/2023). Il sequestro era fondato sul fumus del reato di intestazione fittizia (art. 512-bis c.p.) della società formalmente intestata alla figlia Giusy ma di fatto gestita dal padre Massimiliano Maida, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, e sull'evidente sproporzione tra il tenore di vita del nucleo familiare e i redditi dichiarati. Il ricorrente contestava la violazione di legge e la carenza motivazionale: il provvedimento non avrebbe adeguatamente provato l'intestazione fittizia né motivato in concreto il pericolo che la società potesse continuare a essere strumento dell'attività criminosa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Catanzaro per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il provvedimento del riesame fosse carente nella motivazione sul fumus e sul periculum in mora, in gran parte privo di coordinate fattuali e fondato in modo apodittico sulla sola contestazione al padre; pertanto non risultava dimostrata con ragionevole certezza l'utilizzazione del bene per ulteriori reati o per l'aggravamento/prosecuzione del reato per cui si procede.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    La Cassazione ricorda che il ricorso per cassazione in materia cautelare ammette deduzioni esclusivamente per violazione di legge; applicato per valutare se il riesame abbia violato norme di motivazione e di diritto.

  • art. 512-bis cod. pen.

    Norma richiamata nella ricostruzione accusatoria (intestazione fittizia). La Corte ha rilevato che per fondare un sequestro preventivo su tale ipotesi è necessario un convincente apprezzamento del fumus e del periculum con chiare coordinate fattuali; l'accertamento meramente apodittico non è sufficiente.

  • concorso esterno in associazione mafiosa (menzionato senza specifico articolo)

    La presenza di un procedimento per concorso esterno a carico del padre è stata considerata dal Tribunale del riesame come elemento probatorio, ma la Cassazione ha ricordato che la mera pendenza del procedimento non può sostituire una motivazione circostanziata che colleghi i beni all'attività illecita.

Massime di principio

  • Per disporre il sequestro preventivo di beni attinenti a ipotesi di intestazione fittizia è necessario motivare in modo concreto e circostanziato sia il fumus del reato sia il pericolo di aggravamento o di utilizzo continuativo dei beni per attività illecite.
  • La sproporzione tra redditi dichiarati e tenore di vita è un elemento rilevante ma non risolutivo: deve essere supportata da indagini patrimoniali e da collegamenti probatori che spieghino l'origine illecita delle provviste.
  • La mera contestazione penale a carico di un terzo (es. il presunto gestore di fatto) non può sostituire la necessità di coordinate fattuali che dimostrino l'effettiva intestazione fittizia o l'utilizzo del bene per l'attività criminale.
  • Il giudice che dispone o conferma misure reali deve indicare in modo intellegibile le condotte contestate e i fatti concreti che giustificano il nesso tra le attività illecite e i beni sottoposti a vincolo; in difetto la decisione è annullabile in Cassazione e rinviabile per nuovo esame.
  • In ipotesi di ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari il Collegio verifica in particolare la correttezza dell'apprezzamento delle emergenze probatorie e la completezza della motivazione rispetto ai requisiti del sequestro.

Testo integrale

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