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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41232/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente, sottoposta agli arresti domiciliari nel dormitorio comunale, era stata arrestata il 9/5/2018 per furto ed evasione e condotta in Tribunale per la convalida. Dopo l'udienza era stata rimessa in libertà nel luogo di esecuzione della misura cautelare. In seguito, su segnalazione di un cittadino, era stata trovata verso le 14:30 in una via che conduceva al dormitorio e poi rinvenuta in stato di incoscienza presumibilmente per crisi di astinenza; trasportata al Pronto Soccorso. Con unico motivo di ricorso la donna deduceva violazione di legge e vizio di motivazione rispetto al giudizio di responsabilità per evasione, sostenendo che mancassero sia l'elemento oggettivo sia quello soggettivo del reato (la posizione in una via di ritorno al dormitorio prova l'intenzione di rientrare) e che fosse stata operata una erronea applicazione del principio del bis in idem perché non c'era stato rientro effettivo nel luogo di esecuzione della misura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che la Corte di appello non ha spiegato perché la ricorrente, trovata in stato di incoscienza verosimilmente per crisi di astinenza in una via che poteva condurre al dormitorio, non potesse essere impedita dal sopraggiunto malessere dal rientrare nel luogo della misura in tempi ragionevoli. La sentenza di merito è risultata silente su questo punto decisivo e pertanto la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata ritenendo che il fatto non sussiste.

Norme richiamate

  • delitto di evasione

    La pronuncia valuta che nella fattispecie mancavano elementi sufficienti a dimostrare l'elemento oggettivo e soggettivo dell'evasione: la Corte di appello non ha adeguatamente motivato sul perché il comportamento della ricorrente, trovata incosciente e dunque incapace di porre in essere un rientro volontario, integri il reato.

  • divieto del bis in idem

    La ricorrente aveva contestato un'applicazione erronea del principio del bis in idem perché non c'era stato effettivo rientro nel luogo di esecuzione della misura; la Corte di Cassazione prende atto dell'argomento ma annulla la sentenza per insufficienza di motivazione sui fatti essenziali (incapacità sopravvenuta), con la conseguenza che non può essere mantenuta la condanna.

Massime di principio

  • Per il delitto di evasione è necessario provare sia l'elemento oggettivo (che il soggetto abbia effettivamente lasciato o non sia rientrato nella misura cautelare) sia l'elemento soggettivo (la volontà di sottrarsi alla misura): l'esistenza di una condizione di incapacità sopravvenuta (es. incoscienza per crisi di astinenza) può escludere entrambi gli elementi o rendere dubbia la responsabilità.
  • Quando la fattispecie centrale è controversa e decisiva ai fini della colpevolezza, la motivazione di merito deve affrontare esplicitamente e con adeguata logica gli aspetti fattuali rilevanti (es. perché l'imputato non poteva rientrare tempestivamente): la mancanza di spiegazioni su punti cruciali può portare all'annullamento della condanna per non sussistenza del fatto.
  • La semplice presenza in una via che conduce al luogo di esecuzione della misura non è, di per sé, prova definitiva dell'intenzione di rientrare o di evadere; occorre valutare le circostanze (stato di salute, orario, condotte antecedenti e successive, testimonianze) per ricostruire l'elemento soggettivo.
  • Il richiamo al principio del bis in idem richiede attenzione fattuale: non può essere invocato per proteggere una condanna se manca la prova che il medesimo fatto sia già stato giudicato; occorre distinguere tra singole condotte e valutare se vi sia effettivo sovrapporsi di provvedimenti.
  • In situazioni analoghe è importante documentare tempestivamente lo stato di salute o le condizioni che impediscono l'azione volontaria (certificati medici, referti del pronto soccorso, testimonianze) perché tali elementi possono determinare l'esito favorevole in sede di impugnazione.

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