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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05900/2026 del 12/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per sostituzione di persona e ricettazione, oltre a negare le attenuanti generiche e a confermare la recidiva. Dal testo emerge che i motivi di impugnazione erano sostanzialmente reiterativi di quelli già dedotti in appello: si contestava, in sintesi, l'esclusione del falso grossolano in relazione alla carta d'identità con fotografia applicata con modalità professionali; la conferma della responsabilità per sostituzione di persona; la ricettazione, sostenendo che il bene fosse stato smarrito e non rubato; il diniego delle attenuanti generiche; la valutazione di recidiva; nonché la dosimetria della pena. La Corte di cassazione ha ritenuto che tali censure non si confrontassero criticamente con la motivazione di merito e si risolvessero in una mera riproposizione delle doglianze già respinte in appello.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la sentenza d'appello fosse sorretta da motivazione immune da vizi sindacabili in sede di legittimità e che i motivi del ricorso fossero solo reiterativi e quindi non specifici. Quanto alla pena, è stato ribadito che la sua graduazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito, se esercitata nel rispetto degli artt. 132 e 133 c.p. e senza arbitrarietà o manifesta illogicità. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.

    Richiamato quale parametro per la determinazione discrezionale della pena da parte del giudice di merito.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato quale criterio per la graduazione del trattamento sanzionatorio e per il controllo di legittimità sulla pena.

  • art. 616 c.p.p.

    Base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre pedissequamente le stesse doglianze già dedotte in appello e già puntualmente disattese dal giudice di merito, senza una critica argomentata alla motivazione della sentenza impugnata.
  • Le censure di legittimità devono confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata; in difetto, esse sono solo apparenti e non specifiche.
  • La valutazione sulla configurabilità di un falso grossolano può essere esclusa quando il documento presenti modalità di confezionamento o alterazione compatibili con un intervento professionale, non manifestamente grossolano.
  • La configurabilità del reato di sostituzione di persona non è esclusa dalla possibilità di una successiva identificazione dell'agente, ove egli si sia presentato con generalità diverse da quelle reali.
  • Ai fini della ricettazione, rileva l'accertamento della provenienza del bene da delitto; la tesi difensiva dello smarrimento, se smentita dalle risultanze di merito, non può essere rivalutata in cassazione.
  • La determinazione della pena, inclusi aumenti, diminuzioni, pena base e valutazione delle circostanze, rientra nel potere discrezionale del giudice di merito ed è sindacabile in cassazione solo per arbitrarietà o manifesta illogicità.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se motivato con riferimento alle modalità del fatto e all'assenza di elementi positivi di valutazione.

Come è indicizzato

MaterieMinacceRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro la personaDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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