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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00208/2026 del 05/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Siracusa del 07/07/2025 che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP il 10/06/2025 relativo a opere realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico: (a) un "deposito attrezzi" trasformato in ristorante (modifica della destinazione d'uso) e (b) campi da padel elevati da 20 cm previsti a un basamento tra 50 cm e 1 m. Il Procuratore lamentava che il Tribunale del riesame aveva erroneamente richiesto la prova del danno o del pericolo di danno al paesaggio e aveva omesso che, in materia paesaggistica, qualsiasi difformità dall'autorizzazione (anche parziale e la modifica di destinazione d'uso) è sanzionata ai sensi dell'art. 181 d.lgs. 42/2004 e dell'art. 44, lett. c) d.P.R. 380/2001.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso del Procuratore fondato, annullando l'ordinanza del Tribunale del riesame e rinviando il procedimento per nuovo esame. La Corte ha stabilito che l'art. 181 d.lgs. 42/2004 configura un reato di pericolo formale e astratto: non è richiesto un effettivo pregiudizio al paesaggio, né la prova di opere che interferiscano con il sottosuolo per integrare la fattispecie. Ha inoltre richiamato la giurisprudenza secondo cui non rileva la distinzione tra difformità parziale e totale nella tutela paesaggistica e ha censurato l'erronea valutazione del giudice del riesame che aveva trasformato il reato in una fattispecie di danno. Sul piano processuale la Corte ha ritenuto valida la revoca della richiesta di trattazione orale e ha precisato che, nel rito camerale non partecipato, il deposito delle conclusioni del Procuratore generale non è presupposto necessario per procedere alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 181 d.lgs. 42/2004

    Il reato è di pericolo formale e astratto: la sussistenza non richiede un danno effettivo al paesaggio; qualsiasi lavoro eseguito in assenza o in difformità dall'autorizzazione paesaggistica è rilevante, senza distinzione tra difformità totale o parziale.

  • art. 44, lettera c) d.P.R. 380/2001

    Richiamata in relazione alle autorizzazioni e alle difformità progettuali; utile nel quadro delle violazioni edilizie connesse a opere in area vincolata.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    La richiesta di trattazione orale, se proposta ai sensi del comma 1-bis, può essere revocata fino al momento in cui il Presidente decide sull'istanza; l'irrilevanza della revoca prima della decisione rende possibile proseguire con il rito cartolare.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamato per i profili di nullità; la Corte ricorda che la mancata acquisizione della requisitoria scritta del Procuratore generale non determina nullità quando il pubblico ministero è stato messo nelle condizioni di concludere.

  • d.l. 28/10/2020, n.137, art. 23, comma 8 (conv. legge 18/12/2020, n.176)

    Citato indirettamente per argomentare le ragioni processuali sottese all'irretrattabilità delle richieste di trattazione orale nelle discipline emergenziali, ma la Corte ha ritenuto applicabile la revoca se antecedente alla decisione del Presidente.

Massime di principio

  • In materia paesaggistica l'art. 181 d.lgs. 42/2004 tutela tramite un reato di pericolo formale: non è necessario dimostrare un danno effettivo al paesaggio, è sufficiente la realizzazione di lavori in assenza o in difformità dall'autorizzazione.
  • Ogni difformità rispetto all'autorizzazione paesaggistica (anche parziale) è penalmente rilevante; la modifica della destinazione d'uso espressamente vietata dall'autorizzazione integra la violazione.
  • Nel controllo giudiziario di misure cautelari (sequestro preventivo) non va richiesto al pubblico ministero di provare il danno concreto al paesaggio quando la norma punisce il pericolo astratto; è sufficiente il fumus commissi delicti consistente nella difformità accertata.
  • Sul piano processuale, la richiesta di trattazione orale può essere revocata fino al momento in cui il Presidente decide sull'istanza; la mancata produzione delle conclusioni del Procuratore generale non impedisce la decisione nel rito camerale non partecipato, salvo che il P.M. non sia stato posto nelle condizioni di concludere.
  • Per la difesa in casi similari è strategico contestare l'idoneità astratta della condotta a ledere il bene paesaggistico solo quando la difformità sia davvero marginale e dimostrabile come inidonea, altrimenti la giurisprudenza tende a ritenere configurata la fattispecie anche senza prova di danno concreto.

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