Sentenza del 10/07/2017 n. 4654 - Comm. Trib. Prov. Milano
Agevolazioni fiscali - Associazioni sportive dilettantistiche - Esenzioni fiscali - Requisiti di godimento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa contestazione dell'Ufficio è stata ritenuta legittima. Le entrate derivanti dalle quote pagate per la frequenza e l'utilizzo di strutture e servizi accessori, non riconducibili all'attività istituzionale dell'associazione sportiva dilettantistica, non possono beneficiare delle esenzioni e delle agevolazioni previste dall'art. 148 del TUIR e devono essere considerate commerciali.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'associazione contestava il disconoscimento delle agevolazioni fiscali previste dall'art. 148 del TUIR, sostenendo che i contributi versati dai frequentatori delle proprie strutture e dei propri servizi potessero beneficiare del regime fiscale agevolato riservato alle attività istituzionali degli enti associativi. L'Ufficio ha invece ritenuto che le somme corrisposte per l'utilizzo della club house, della piscina, dell'area fitness e di altri servizi accessori fossero riferibili ad attività diverse da quella istituzionale indicata nello statuto e, pertanto, avessero natura commerciale.
Norme richiamate
Art. 148 del TUIR
Agevolazioni fiscali per gli enti associativi
Le agevolazioni fiscali spettano soltanto alle entrate derivanti da attività effettivamente riconducibili allo scopo istituzionale dell'associazione e svolte nel rispetto dei requisiti previsti dalla norma. I contributi relativi a servizi ulteriori o estranei all'attività istituzionale assumono natura commerciale.
Massime di principio
- Un'associazione sportiva dilettantistica non può applicare automaticamente il regime agevolato a tutte le somme ricevute dai soci o dagli utenti: occorre verificare la concreta natura dell'attività remunerata.
- Le entrate relative all'utilizzo di strutture o servizi accessori, come piscina, area fitness, club house o altri servizi non direttamente riconducibili alla pratica sportiva istituzionale, possono essere qualificate come commerciali.
- La previsione statutaria dell'attività non è sufficiente, da sola, a garantire l'agevolazione: rilevano soprattutto l'attività concretamente svolta, il servizio effettivamente prestato e la sua connessione con lo scopo istituzionale.
- In situazioni analoghe, l'ente deve distinguere contabilmente e fiscalmente le entrate istituzionali da quelle commerciali e documentare il collegamento diretto tra il corrispettivo ricevuto e l'attività agevolata.
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