Cassazione Penale, Sentenza n. 42161/2023 del 17/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere applicata dal GIP per il reato di estorsione aggravata (capo 18) in concorso con altri soggetti, per fatti commessi nel mercato della Maddalena. Il ricorrente, tramite difesa (avv. I. Spiezia), contestava: (i) la carenza e apparente illogicità della motivazione in ordine alla gravità indiziaria, sostenendo che le intercettazioni non dimostrerebbero il concorso attivo di Cecero e che le condotte vanno eventualmente qualificate come tentativo o non consumate (mancata prova della riscossione delle somme); (ii) l'assenza di esigenze cautelari attuali e la richiesta, in via subordinata, di sostituzione con arresti domiciliari a Brusciano (ovvero la mancata considerazione di elementi che avrebbero portato a diverso trattamento rispetto ad altri indagati come De Filippis). La difesa ha inoltre segnalato che nel frattempo Cecero avrebbe ottenuto gli arresti domiciliari a La Spezia, non documentalmente prodotti in cassazione.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto inammissibile il primo motivo nella parte in cui chiede una diversa rilettura delle intercettazioni (valutazione di fatto riservata al giudice di merito salvo manifesta illogicità, non riscontrata). Ha respinto il secondo motivo ritenendo che il Tribunale abbia dato motivazione completa e logica circa la sussistenza della presunzione relativa di esigenze cautelari (precedenti penali, ruolo nel contesto del clan, rischio di reiterazione). La Corte ha altresì osservato che la difesa non ha documentato la misura domiciliare invocata come già in atto. Conseguentemente: rigetto del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e indicazione degli adempimenti ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma processuale richiamata per la formulazione dei motivi di ricorso in materia cautelare; indica la base procedurale per i vizi denunciati.
art. 73 TU Stup. (D.P.R. 309/1990)
Norma sostanziale relativa al traffico di stupefacenti, richiamata perché il ricorrente ha precedenti e procedimenti pendenti per reati in materia di stupefacenti, rilevanti ai fini dell'apprezzamento della personalità e del pericolo di reiterazione.
art. 74 TU Stup. (D.P.R. 309/1990)
Norma sostanziale sulle associazioni e delitti connessi in materia di stupefacenti, richiamata in relazione a procedimenti pendenti che gravano sulla posizione del ricorrente.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale cui la Corte dispone gli adempimenti finali in caso di rigetto del ricorso, connessa all'esecuzione del provvedimento cautelare originario.
Giurisprudenza (Sez. U. n. 22471/2015, Sebbar; Sez. 2 n. 50701/2016, D'Andrea; Sez. 2 n. 35181/2013, Vecchio; Sez. 5 n. 3255/2006, Sani; Sez. 5 n. 4031/2015, Graziano; Sez. 6 n. 31362/2015, Carbonari)
Principi giurisprudenziali richiamati: (i) l'interpretazione del contenuto delle intercettazioni è questione di fatto riservata al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità; (ii) il giudice del riesame deve, anche sinteticamente, rispondere alle deduzioni difensive in sede cautelare, ma la motivazione non è censurabile se complessivamente coerente e non manifestamente illogica; (iii) i provvedimenti cautelari sono sindacabili in Cassazione solo se privi dei minimi requisiti di coerenza, completezza e logicità.
Massime di principio
- La valutazione delle intercettazioni è primordialmente questione di fatto devoluta al giudice di merito: in cassazione la rilettura 'in diversa chiave' è ammessa solo se la motivazione del giudice è manifestamente illogica o priva di senso.
- Per impugnare con successo un provvedimento cautelare occorre dimostrare in modo specifico e documentato la manifestazione di vizi di motivazione (incoerenza logica, omissione rilevante) oppure produrre elementi nuovi che superino la presunzione relativa di esigenze cautelari.
- La semplice contestazione alternativa della qualificazione giuridica della condotta (es. consumazione vs tentativo) non impedisce di mantenere la misura cautelare se la diversa qualificazione non elimina, in concreto, la sussistenza dei presupposti cautelari.
- La prova documentale del cambiamento della situazione (es. ottenimento e concreta esecuzione di misura alternativa come gli arresti domiciliari) deve essere tempestivamente prodotta e qualificata in modo chiaro in sede di impugnazione per essere presa in considerazione dalla Corte.
- La discrezionalità del giudice del riesame sulle esigenze cautelari è ampia: per ottenere la sostituzione della misura è utile dimostrare specifici elementi concreti (residenza stabile lontana dalla zona del reato, garanzie di non reiterazione, carenza di ruoli apicali nel contesto criminale, rispetto di precedenti misure da parte di altri indagati).
- Denunciare una disparità di trattamento rispetto ad altri indagati richiede un confronto puntuale tra le posizioni soggettive e gli elementi dimostrabili (precedenti, ruolo effettivo, comportamento rispetto a misure già concesse all'altro soggetto).
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