Sentenza del 30/07/2018 n. 61 - Comm. Trib. Prov. Rieti
Accertamento - Verifica della Guardia di Finanza - Movimentazioni bancarie - Onere della prova al contribuente - Legittimità - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stata ritenuta legittima la presunzione derivante dalle movimentazioni bancarie e la conseguente attribuzione al contribuente dell'onere di fornire una prova contraria adeguata. In assenza di documentazione idonea a giustificare le operazioni, l'accertamento dell'Ufficio può essere confermato.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la legittimità dell'accertamento fondato sulle movimentazioni dei conti correnti bancari del contribuente. In presenza di tali movimentazioni, il contribuente deve dimostrare che esse non si riferiscono a operazioni imponibili oppure che sono già state considerate nella dichiarazione dei redditi. La prova deve essere concreta, rigorosa e, in particolare, documentale; non sono sufficienti mere dichiarazioni o contestazioni generiche.
Norme richiamate
Art. 32 del D.P.R. n. 600/1973
Consente all'Amministrazione finanziaria di utilizzare i dati risultanti dai conti correnti per l'accertamento dei redditi. Il contribuente può superare la presunzione dimostrando analiticamente, con documenti idonei, che le movimentazioni non costituiscono ricavi o compensi imponibili o che sono già state dichiarate.
Massime di principio
- Quando un accertamento fiscale si basa su movimentazioni bancarie, il contribuente deve fornire una spiegazione specifica e documentata per ciascuna operazione contestata.
- Le semplici affermazioni del contribuente, prive di riscontri documentali, normalmente non sono sufficienti a superare la presunzione prevista dalla legge.
- È opportuno conservare e produrre documentazione bancaria, contratti, fatture, ricevute e ogni altro elemento idoneo a dimostrare la natura non imponibile delle somme o la loro già avvenuta contabilizzazione.
- La mancata giustificazione analitica delle movimentazioni può comportare la conferma dell'accertamento e il recupero a tassazione delle somme non adeguatamente spiegate.
- La regola opera nel processo tributario, ma la sua concreta applicazione dipende dalla specificità delle operazioni e dalla qualità della documentazione prodotta.
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