Sentenza n. 899/2026 - Salerno, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione cautelare della determina dirigenziale n. 107 del 5.2.2026, pubblicata il 6.2.2026, con cui l’A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona ha disposto l’aggiudicazione in favore di Draeger Italia s.p.a. della procedura aperta per l’affidamento della fornitura di 11 lampade scialitiche con satellite, con opzione per 4 ulteriori lampade scialitiche per le esigenze delle sale operatorie della A.O.U. Ruggi - gara cig b6613a1241; dei verbali di gara, ivi inclusi quelli di valutazione delle offerte tecniche ed economiche; della proposta di aggiudicazione formulata dalla commissione giudicatrice; per quanto occorrer possa, del bando di gara, del disciplinare, del capitolato tecnico, dell’allegato 1, dei chiarimenti e di ogni altro atto in gara; di ogni altro atto presupposto, connesso e o consequenziale, ancorché non conosciuto, ivi compresa l’eventuale stipula del contratto d’appalto;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: aggiudicazione della procedura aperta per la fornitura di 11 lampade scialitiche con satellite, con opzione per ulteriori 4 lampade, in favore dell’originaria aggiudicataria, nonché gli atti di gara presupposti e conseguenti
Esito
Favorevole al ricorrente (impresa concorrente)
Prevale il privato
La controversia
L’impresa ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, la determina dirigenziale con cui la stazione appaltante aveva aggiudicato a un’altra impresa la procedura aperta per la fornitura di lampade scialitiche destinate alle sale operatorie dell’azienda ospedaliera. Sono stati impugnati anche i verbali di gara, gli atti di valutazione delle offerte tecniche ed economiche, la proposta di aggiudicazione della commissione giudicatrice, nonché, ove occorrente, il bando, il disciplinare, il capitolato tecnico, gli allegati, i chiarimenti e ogni atto presupposto, connesso o consequenziale, compresa l’eventuale stipula del contratto. Il testo della sentenza non riporta il dettaglio dei singoli motivi di illegittimità dedotti.
La decisione
Nel corso del giudizio, la stazione appaltante ha adottato un provvedimento di annullamento d’ufficio dell’aggiudicazione impugnata e ha contestualmente aggiudicato l’appalto alla ricorrente. Il TAR ha ritenuto così integralmente soddisfatta la pretesa azionata e ha dichiarato cessata la materia del contendere, senza esaminare nel merito i motivi di ricorso. Il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata, deliberata nella camera di consiglio fissata per la decisione cautelare, previo rituale avviso alle parti. Le spese sono state compensate, valorizzando la condotta collaborativa della stazione appaltante che ha contribuito alla definizione immediata della controversia.
Norme richiamate
art. 74 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata nei presupposti processuali ritenuti sussistenti dal giudice.
art. 120 c.p.a.
Richiamato quale disciplina processuale applicabile alla controversia in materia di affidamento di contratti pubblici.
Massime di principio
- La materia del contendere cessa quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione annulla d’ufficio l’atto impugnato e adotta un nuovo provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta dal ricorrente.
- Quando la pretesa del ricorrente è integralmente soddisfatta in corso di causa mediante autotutela amministrativa e riedizione del potere, il giudice può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata senza esaminare i motivi di legittimità originariamente dedotti.
- La condotta collaborativa della stazione appaltante, che rimuove tempestivamente l’aggiudicazione contestata e attribuisce l’appalto al ricorrente già nella fase cautelare, può giustificare la compensazione delle spese di giudizio.
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