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Sentenza

Sentenza n. 2149/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento - del decreto di irricevibilità avverso l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, emesso dall'ufficio immigrazione della Questura di Roma il 14.05.2025 e notificato in data 21.11.2025; - di ogni altro atto dello stesso o di altra Autorità, precedente, contemporaneo o successivo, ancorché non conosciuto dal ricorrente, che sia presupposto o conseguenza dell'atto impugnato

Giustizia amministrativa202600333

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di irricevibilità dell'istanza di rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'immigrazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato regolarmente in Italia nel marzo 2023 tramite decreto Flussi su richiesta di un datore di lavoro poi divenuto irreperibile, sosteneva di essere stato costretto a trovare una diversa occupazione come cameriere di ristorante e di avere sottoscritto un nuovo contratto di lavoro in attesa del rilascio del permesso di soggiorno. Contestava il decreto con cui la Questura di Roma aveva dichiarato irricevibile la richiesta di primo permesso di soggiorno, rilevando di non avere sottoscritto entro il termine previsto il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione. Deduceva inoltre l'inerzia della Prefettura di Roma, che non avrebbe regolarizzato la sua posizione, e sosteneva che l'Amministrazione avrebbe potuto rilasciare un permesso per attesa occupazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. Ha ritenuto che, in mancanza del contratto di soggiorno sottoscritto presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione competente, il diniego o la dichiarazione di irricevibilità della Questura costituisca esercizio di un potere vincolato e dovuto. La Questura ha correttamente applicato gli artt. 22, commi 5-ter e 6, d.lgs. 286/1998, e gli artt. 35 e 36 d.P.R. 394/1999: l'istanza era stata presentata senza il previo completamento dell'iter amministrativo, che richiede la sottoscrizione del contratto di soggiorno presso il SUI. L'eventuale inerzia della Prefettura avrebbe dovuto essere contestata mediante il rito avverso il silenzio ai sensi degli artt. 31, commi 1 e 2, e 117 c.p.a., non attraverso la diretta presentazione dell'istanza alla Questura in assenza del contratto. Il TAR ha inoltre escluso che la Questura potesse rilasciare direttamente un permesso per attesa occupazione, poiché anche tale titolo presuppone verifiche di competenza dello Sportello Unico, tra cui i requisiti economici del nuovo datore di lavoro, la previa richiesta al centro per l'impiego, il requisito alloggiativo e la causa della mancata instaurazione del rapporto con il datore originario. Spese compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente di definire il giudizio con sentenza semplificata quando ne ricorrono i presupposti, previa audizione delle parti.

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998

    È richiamato quale base normativa dell'iter relativo al contratto di soggiorno e al rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

  • art. 22, comma 6, d.lgs. 286/1998

    È richiamato insieme al comma 5-ter per fondare la necessità del rispetto dell'iter previsto per il primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

  • art. 35 d.P.R. 394/1999

    Attribuisce allo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura competente le verifiche preliminari relative alla posizione lavorativa e al contratto di soggiorno.

  • art. 36 d.P.R. 394/1999

    È richiamato quale ulteriore disposizione regolamentare applicabile all'iter amministrativo per il rilascio del titolo di soggiorno per lavoro subordinato.

  • art. 31, commi 1 e 2, c.p.a.

    Individua, insieme all'art. 117 c.p.a., lo strumento processuale per reagire all'eventuale inerzia della Prefettura.

  • art. 117 c.p.a.

    Prevede il rito avverso il silenzio della pubblica amministrazione, ritenuto il rimedio appropriato contro l'inerzia della Prefettura.

Massime di principio

  • In assenza della sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione competente, la Questura deve rifiutare o dichiarare irricevibile la domanda di primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato, trattandosi di potere vincolato.
  • L'eventuale inerzia dello Sportello Unico per l'Immigrazione non consente di eludere il procedimento previsto per il rilascio del primo permesso di soggiorno mediante la diretta presentazione della domanda alla Questura; l'inerzia deve essere fatta valere con l'azione avverso il silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
  • La Questura non può rilasciare direttamente un permesso per attesa occupazione quando mancano le verifiche preliminari di competenza dello Sportello Unico dell'Immigrazione, comprese quelle sui requisiti del nuovo datore di lavoro, sulla richiesta al centro per l'impiego, sul requisito alloggiativo e sulla causa della mancata instaurazione del rapporto originario.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoGiudizio di ottemperanza
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazionePrincipio di legalità e tipicitàEfficacia ed esecutorietà

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