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Sentenza

Sentenza n. 3043/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 194/25 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro.

Giustizia amministrativa202600783

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Como, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto la carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditrice giudiziale)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza n. 194/25 del Tribunale di Como, Sezione Lavoro, notificata il 9 maggio 2025 e passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere la carta del docente per l'importo annuo di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022, per complessivi 1.000 euro. Il ricorso è stato ritenuto procedibile poiché, dopo la notificazione della sentenza, era decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha dedotto né documentato l'avvenuto adempimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, dichiarando l'inottemperanza del Ministero al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Como. Ha ordinato al Ministero di accreditare alla ricorrente, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza, gli importi riconosciuti, detraendo eventuali pagamenti già effettuati. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attribuendogli il compito di intervenire su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero e di provvedere entro i successivi 60 giorni alla determinazione dell'importo residuo e agli atti necessari all'esecuzione. Il commissario non ha diritto a compenso, trattandosi di funzioni rientranti nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre IVA e CPA, con distrazione in favore del difensore antistatario, oltre al contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base normativa dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di dichiarare l'inottemperanza al giudicato e di adottare le misure necessarie per l'esecuzione.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza è stato ritenuto necessario ai fini della procedibilità dell'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è procedibile nei confronti di un'amministrazione pubblica quando, dopo la notificazione della sentenza di condanna, sia decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997.
  • L'amministrazione incorre nell'inottemperanza quando non esegue una sentenza passata in giudicato che riconosce somme determinate o determinabili e non dimostra l'avvenuto adempimento.
  • In caso di accoglimento dell'azione di ottemperanza, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato.
  • Quando l'incarico commissariale è affidato a un dirigente pubblico già preposto alla gestione della spesa pubblica e rientra nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto alcun compenso ulteriore.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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