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Sentenza

Sentenza n. 857/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento PREVIA SOSPSENSIVA 1. della determinazione dgs.n°1189/2022 del 17 agosto 2022, a firma del dirigente del Settore Tecnico, arch. Rosa Pascarella, con la quale il Comune di Nola ha annullato, in autotutela, il permesso di costruire n°65 del 17 agosto 2021, avente ad oggetto l'ampliamento e il cambio di destinazione d'uso dell'immobile a destinazione agricola, ai sensi dell'art.6 bis della Legge Regionale n°19/2009; 2. di ogni altro provvedimento/atto preordinato, connesso o conseguente, se e per quanto lesivi della posizione del ricorrente

Giustizia amministrativa202205762

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale di annullamento in autotutela del permesso di costruire relativo all'ampliamento e al cambio di destinazione d'uso di un immobile agricolo

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la determinazione con cui il Comune di Nola aveva annullato in autotutela il permesso di costruire relativo all'ampliamento e al cambio di destinazione d'uso dell'immobile, deducendo vizi di violazione di legge ed eccesso di potere. Nel corso del giudizio ha dichiarato la sopravvenuta cessazione della materia del contendere, poiché il Comune ha rilasciato un permesso di costruire in sanatoria, richiesto dal ricorrente, rendendo legittimo il fabbricato e privo di effetti il provvedimento impugnato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che il sopravvenuto permesso di costruire in sanatoria abbia soddisfatto l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente e abbia reso privo di effetti l'annullamento impugnato. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione dell'esito satisfattivo della controversia derivante dal titolo edilizio ottenuto dallo stesso ricorrente in sanatoria.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il giudice dichiara, anche d'ufficio, la cessazione della materia del contendere quando nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulta pienamente soddisfatta.

    La sopravvenienza di un provvedimento favorevole che soddisfa integralmente l'interesse azionato e rende privo di effetti l'atto impugnato comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 6-bis l. Regione Campania n. 19/2009

    La disposizione è richiamata quale base normativa del permesso di costruire originariamente rilasciato; la sentenza non ne sviluppa un'interpretazione specifica.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere deve essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, un sopravvenuto provvedimento amministrativo favorevole soddisfa integralmente l'interesse sostanziale del ricorrente e rende privo di effetti l'atto impugnato.
  • Il rilascio di un titolo edilizio in sanatoria può determinare la cessazione della materia del contendere nel giudizio promosso contro l'annullamento del precedente permesso di costruire, se il nuovo titolo rende legittima l'opera e assorbe concretamente l'utilità perseguita con il ricorso.
  • Quando la controversia si definisce per effetto di un titolo edilizio in sanatoria ottenuto dal ricorrente, le spese di lite possono essere integralmente compensate in ragione dell'esito satisfattivo della vicenda.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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