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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34412/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida del DASPO e dell'obbligo di presentarsi in ufficio di polizia durante le partite della S.S. MACERATESE 1922. Dedotte quattro censure: 1) violazione del termine dilatorio di 48 ore (convalida intervenuta prima del decorso del termine, comprimendo il tempo per difendersi); 2) carenza di motivazione circa le ragioni di urgenza giustificanti l'imposizione dell'obbligo di presentazione; 3) vizio di motivazione circa la ritenuta pericolosità del ricorrente (motivazione apparente); 4) illegittimità dell'estensione dell'obbligo anche alle partite amichevoli.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Sul primo motivo la Corte ha richiamato la giurisprudenza: la convalida anticipata può determinare nullità ma solo se l'interessato dimostra un concreto pregiudizio derivante dall'inosservanza del termine dilatorio; nel caso di specie il ricorrente non ha documentato alcuna attività difensiva nel periodo né un pregiudizio concreto, per cui la censura è infondata. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto assorbente la mancata indicazione della manifestazione sportiva concreta rispetto alla quale l'obbligo sarebbe stato eseguito; l'invalidità per carenza di motivazione sussiste solo se l'obbligo è stato effettivamente eseguito prima della convalida. Sul terzo motivo la motivazione del G.i.p. è stata ritenuta adeguata: sono stati valutati il lancio di sassi, il tentativo di sfondamento dei cancelli, la manifesta assenza di controllo del BAIONI e i precedenti DASPO (2013, 2017 e dicembre 2023). Sul quarto motivo la Corte ha confermato che il divieto con obbligo di presentazione può legittimamente riguardare anche incontri "amichevoli" purché programmati e pubblicizzati in modo da essere conoscibili. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • legge 13 dicembre 1989, n. 401

    La disposizione autorizza il Questore ad imporre il divieto di accesso ai luoghi di manifestazioni sportive e, contestualmente, l'obbligo di presentazione all'autorità di polizia; la Corte conferma che tale misura può estendersi anche a incontri amichevoli se programmati e pubblicizzati

  • codice di procedura penale

    art. 178, comma 1, lett. c

    L'articolo è richiamato in relazione ai diritti di intervento dell'interessato nel procedimento; la violazione del termine dilatorio può ledere tale diritto

  • codice di procedura penale

    Stabilisce le condizioni di rilevabilità delle nullità; la nullità derivante dall'inosservanza del termine dilatorio è di ordine generale e, quindi, deducibile alle condizioni previste dall'art. 182 (necessità di interesse concreto del ricorrente)

Massime di principio

  • La convalida del provvedimento imposta dal Questore prima dello scadere delle 48 ore può integrare una nullità, ma il soggetto interessato deve provare un pregiudizio concreto causato dall'anticipata convalida; la mera violazione formale del termine non è sufficiente.
  • Per censurare la carenza di motivazione in ordine all'urgenza dell'obbligo di presentazione è necessario dimostrare che l'obbligo sia stato effettivamente eseguito nel periodo tra la notifica e la convalida (ad es. che si sia svolta una manifestazione per la quale il soggetto è stato chiamato a presentarsi).
  • La valutazione della pericolosità si fonda su fatti specifici (comportamenti violenti, tentativi di sfondamento, reiterazione di condotte) e su precedenti DASPO: tali elementi, se documentati, possono legittimare la misura.
  • Il DASPO con obbligo di presentazione può riguardare anche incontri "amichevoli" se essi sono programmati e pubblicizzati in modo da essere previamente conoscibili dall'interessato e se sussistono esigenze di prevenzione della violenza.
  • Chi impugna deve indicare un interesse concreto, attuale e verificabile a far valere la viziosa disposizione (non basta lamentare un pregiudizio astratto); per esito favorevole occorre dimostrare come l'irregolarità abbia impedito l'effettivo esercizio del diritto di difesa.

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