Sentenza del 12/08/2015 n. 16743 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava l'impugnazione di un avviso di accertamento ICI relativo all'anno 1999 per un fabbricato classificabile in categoria catastale D. Il Comune aveva determinato la base imponibile utilizzando la rendita catastale attribuita nello stesso periodo d'imposta, mentre la società sosteneva l'applicabilità del criterio fondato sui valori contabili. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso della società e la decisione era stata confermata in appello. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione deducendo, da un lato, la nullità del procedimento perché l'azione sarebbe stata promossa da una società estinta per cancellazione dal registro delle imprese e, dall'altro, un vizio di motivazione relativo alla distinta contabilizzazione del fabbricato.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del Comune. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza, poiché il Comune non aveva indicato gli elementi comprovanti la cancellazione della società dal registro delle imprese. Inoltre, la trasformazione da società a responsabilità limitata a società semplice è stata qualificata come vicenda evolutiva e modificativa dello stesso soggetto, senza estinzione della società e senza effetti sui rapporti sostanziali e processuali. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché non conteneva il necessario quesito di fatto previsto dall'art. 366-bis c.p.c. ed era comunque diretto a sostituire la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito con quella del Comune. Non sono state liquidate le spese, poiché la società intimata non si è costituita.
Norme richiamate
Art. 366-bis c.p.c.
E' inammissibile ... il motivo di ricorso per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione qualora non sia stato formulato il cd. quesito di fatto.
Per i ricorsi soggetti alla norma, la censura relativa alla motivazione doveva concludersi con uno specifico quesito di fatto o momento di sintesi, tale da consentire alla Corte di comprendere immediatamente quale errore fosse attribuito al giudice di merito. La sua omissione comporta l'inammissibilità del motivo.
Massime di principio
- La trasformazione della forma societaria, in assenza di estinzione effettiva, non crea un nuovo soggetto e non interrompe né invalida i rapporti sostanziali e processuali già esistenti.
- Chi eccepisce l'estinzione di una società per cancellazione dal registro delle imprese deve indicare e documentare specificamente gli elementi su cui fonda tale eccezione; una qualificazione generica non è sufficiente.
- Nel giudizio di cassazione i motivi devono rispettare rigorosi requisiti di specificità e autosufficienza: la mancata formulazione del quesito di fatto, quando richiesta dalla disciplina applicabile, rende inammissibile la censura.
- La Corte di cassazione non può essere utilizzata per ottenere una nuova valutazione delle prove o per sostituire la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito con quella della parte ricorrente.
- La mancata costituzione della parte intimata può comportare l'assenza di una pronuncia sulle spese, anche quando il ricorso venga rigettato.
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