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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17063/2026 del 12/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna con cinque motivi: 1) nullità per presunta modifica dell'imputazione in corso di causa (aggiunta della contraffazione di modelli industriali ritenuta elemento essenziale, con compressione del diritto di difesa); 2) mancata o insufficiente motivazione nella prevalenza della consulenza tecnica del P.M. rispetto a quella della difesa (esame solo fotografico vs. vista diretta dei reperti); 3) omessa motivazione sulla confondibilità delle calzature con i modelli/mandati Adidas, con sovrapposizione indebita tra contraffazione di marchio e imitazione di modello e mancata considerazione dell'idoneità decettiva per il consumatore medio; 4) omessa motivazione sulla confondibilità rispetto a Fila, con argomento che gli elementi ritenuti distintivi sarebbero in realtà caratteristiche strutturali non tutelate; 5) omessa motivazione sulla confondibilità rispetto a Nike, con rilievo della presenza di marchio di fantasia e differenze strutturali.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati i motivi relativi alla qualificazione giuridica del fatto indicati nei motivi terzo, quarto e quinto e ha quindi annullato in parte la sentenza impugnata limitatamente al capo b), rinviando per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Napoli affinché valuti se le condotte concernano la contraffazione di marchi (art. 474 c.p.) o la contraffazione/imitazione di modelli (art. 473 o art. 517-ter c.p.). Per il resto il ricorso è stato rigettato: è dichiarata irrevocabile l'affermazione di responsabilità per il capo a) (ricettazione di prodotti industriali con marchi e modelli o segni distintivi contraffatti) e il ricorso è respinto quanto alle altre censure. Le statuizioni sulle spese delle parti civili sono rinviate alla decisione finale del processo di merito; le spese del grado di cassazione delle parti civili Misto Luxembourg S.a.R.L. e Nike Innovate C.V. sono lasciate al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Rilevato come norma che punisce la ricettazione; nel capo a) l'imputazione è stata mantenuta e la dichiarazione di responsabilità è stata ritenuta irrevocabile.

  • art. 474 cod. pen.

    Interpretata restrittivamente: riguarda la contraffazione di marchi e segni distintivi, non estendibile ai modelli industriali non qualificati come marchio figurativo; la sentenza impugnata è stata annullata sul capo b) per carente qualificazione rispetto a questa norma.

  • art. 473 cod. pen.

    Indicato come norma che tutela i modelli industriali registrati; la Corte ricorda che l'oggetto materiale degli artt. 473 e 517-ter comprende il modello e che la distinzione rispetto all'art. 474 è necessaria per rispettare il principio di legalità.

  • art. 517-ter cod. pen.

    Richiamato per distinguere la fabbricazione o messa in circolazione di prodotti che imitano modelli industriali (tutela del titolare della proprietà industriale) dalla contraffazione di marchi; la norma può essere applicabile alle ipotesi di imitazione non rappresentanti marchio.

  • artt. 16, 520 e 522 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente nel primo motivo (violazione di norme processuali e nullità degli atti); la Corte ha ritenuto infondata la censura sulla presunta compressione del diritto di difesa, salvo le precisazioni sulla qualificazione del capo b).

  • art. 516 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto del mutamento del fatto rilevante: la Corte ricorda che per configurare un mutamento rilevante occorre una trasformazione radicale dell'imputazione tale da pregiudicare il diritto di difesa.

  • art. 611 comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato per segnalare che il procedimento si è svolto con trattazione scritta ai sensi di tale disposizione.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Applicata per dichiarare l'irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità sul capo a) (conseguenza processuale dell'annullamento parziale).

Massime di principio

  • Distinguere con precisione in fase difensiva se la contestazione riguarda un marchio (art. 474 c.p.) o un modello industriale (art. 473 c.p. o art. 517-ter c.p.): la qualificazione giuridica condiziona la configurabilità del reato e la procedibilità.
  • La modifica dell'imputazione in corso di causa è rilevante soltanto se comporta una trasformazione radicale degli elementi essenziali dell'accusa idonea a comprimere il diritto di difesa; cambiamenti meramente esplicativi o di inquadramento tipologico non sono automaticamente nullificanti.
  • Ai fini della contraffazione/ confondibilità è decisivo il giudizio di insieme e la percezione visiva globale (impressione complessiva), non la sommatoria di valutazioni analitiche su singoli dettagli; per marchi "forti" variazioni anche significative possono non escludere la confondibilità.
  • La Corte può avvalersi di consulenze basate su esame fotografico se ritiene che la valutazione visiva complessiva sia sufficiente, ma la difesa dovrà insistere per ispezioni dirette quando le difformità strutturali sono fattuali e rilevanti.
  • Se viene accertata una errata qualificazione del capo di imputazione (es. qualificare come contraffazione di marchio ciò che è imitazione di modello), la parte può ottenere l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo giudizio su quel capo, mentre le altre condanne possono rimanere irrevocabili.
  • In prospettiva difensiva, è utile porre tempestivamente questioni tecniche e di diritto (richieste di consulenza, istanze istruttorie, eccezioni sulla qualificazione del fatto) per evitare che decisioni di merito poggino su valutazioni incomplete che possono motivare un rinvio o comportare esiti parziali.

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