Sentenza del 13/03/2017 n. 341 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto
I.C.I. - delibera di giunta comunale che determina le zone omogenee ed i valori di riferimento degli immobili - legittimità - nozione di terreno edificabile - caratteristiche dell'area - incidenza sul valore venale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2009, 2010 e 2011, contestando l'inesistenza o l'emendabilità delle dichiarazioni ICI, l'illegittimità delle delibere di Giunta comunale che individuavano le zone omogenee e i valori degli immobili, il difetto di motivazione, l'errata qualificazione del terreno come edificabile, la mancata considerazione dell'uso agricolo, dell'interclusione, degli allagamenti e dell'assenza di strumenti attuativi, nonché il mancato computo dell'imposta già versata. Ha inoltre invocato l'agevolazione prevista per i coltivatori diretti.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha parzialmente accolto l'appello. Ha respinto le censure relative alle dichiarazioni ICI, ritenendole irrilevanti perché il Comune aveva contestato il parziale omesso versamento e non l'omessa dichiarazione; ha ritenuto legittime le delibere di Giunta, in quanto strumenti di trasparenza e semplificazione che non determinano direttamente l'imposta; ha escluso l'agevolazione agricola per mancanza della prova dell'iscrizione negli elenchi richiesti per i coltivatori diretti; ha confermato la correttezza della detrazione dei versamenti effettuati nel 2010 e nel 2011. Ha però riconosciuto che il fondo era intercluso, privo di autonomi accessi e non sfruttabile mediante concessione diretta, applicando la riduzione del 50% prevista dal regolamento comunale. La base imponibile ICI è stata quindi rideterminata al 50% del valore accertato. Le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 58 della legge n. 446/1997
L'agevolazione per i terreni agricoli presuppone il possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa sui coltivatori diretti.
L'agevolazione è subordinata alla prova dell'effettiva qualifica di coltivatore diretto e dell'iscrizione negli appositi elenchi; trattandosi di norma agevolativa, deve essere interpretata restrittivamente e non può essere estesa per analogia sulla base del semplice uso agricolo del terreno.
Art. 11 della legge n. 9/1963
Iscrizione negli appositi elenchi comunali dei coltivatori diretti.
L'iscrizione costituisce elemento probatorio essenziale per il riconoscimento dell'agevolazione agricola.
Art. 11 del Regolamento comunale ICI di Legnaro
Riduzione del 50% del valore dell'area quando essa sia interclusa.
La presenza di interclusione, cioè l'assenza di autonomi passaggi o accessi e l'impossibilità di sfruttamento edificatorio diretto, giustifica la riduzione della base imponibile nella misura prevista dal regolamento.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 25506 del 30 novembre 2006
Un'area è considerata fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione della regione e dall'adozione degli strumenti attuativi.
La qualificazione urbanistica come area edificabile è sufficiente per l'assoggettamento all'ICI, anche prima dell'approvazione regionale o dei piani attuativi. Tuttavia, la base imponibile deve essere determinata sul valore venale effettivo, considerando la concreta, prossima ed effettiva possibilità edificatoria e le caratteristiche specifiche del terreno.
Cassazione, ordinanza n. 13105/2012
Le delibere comunali sulle zone omogenee e sui valori costituiscono uno strumento di trasparenza e semplificazione.
La Giunta comunale può adottare atti che suddividono il territorio in zone omogenee e indicano valori di riferimento quando tali atti non determinano direttamente l'imposta, ma orientano l'attività di accertamento e autoliquidazione, favorendo la trasparenza e riducendo il contenzioso.
Massime di principio
- Un terreno può essere fiscalmente edificabile già quando lo strumento urbanistico generale comunale ne consente l'edificazione, anche se mancano l'approvazione regionale o i piani attuativi.
- La qualificazione come area edificabile non comporta automaticamente l'applicazione del valore massimo teorico: la base imponibile deve riflettere il valore venale concreto, considerando accessibilità, interclusione, dimensioni, vincoli, tempi e modalità effettive di edificazione.
- L'interclusione o l'impossibilità di sfruttamento edificatorio diretto possono giustificare una significativa riduzione del valore imponibile, soprattutto quando tale riduzione è prevista dal regolamento comunale.
- Le delibere di Giunta che fissano zone e valori di riferimento non sono necessariamente illegittime per il solo fatto di provenire dalla Giunta anziché dal Consiglio, se hanno funzione ricognitiva, informativa e di orientamento dell'accertamento e non determinano direttamente l'imposta.
- Il semplice utilizzo agricolo del terreno non basta per ottenere l'agevolazione prevista per i coltivatori diretti: occorre dimostrare tutti i requisiti soggettivi e formali richiesti dalla legge.
- Le contestazioni sulle dichiarazioni ICI possono risultare irrilevanti se l'avviso riguarda esclusivamente il mancato o parziale versamento dell'imposta e non l'omessa dichiarazione.
- In presenza di contestazioni sul valore, il contribuente deve fornire elementi tecnici e documentali concreti, come perizie e prove sull'accessibilità, sulle dimensioni e sui vincoli del fondo; la mera allegazione di difficoltà edificatorie non è sufficiente.
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