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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05985/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello, deducendo: 1) violazione di legge per eccepita incompetenza territoriale; 2) vizio di motivazione sul mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; 3) violazione di legge e vizio di motivazione sul mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62, comma 1, n. 4 c.p. e delle circostanze attenuanti generiche. La Corte rileva che la questione di incompetenza territoriale non era stata previamente dedotta con l'appello e quindi non è proponibile in cassazione; reputa poi infondati i motivi relativi alla particolare tenuità del fatto, all'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità e alle attenuanti generiche, valorizzando la correttezza della motivazione della Corte territoriale e la presenza di modalità del fatto e di precedenti penali specifici e reiterati.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 3, c.p.p.

    La censura di incompetenza territoriale non può essere dedotta per la prima volta in cassazione se non è stata previamente proposta come motivo di appello, a pena di inammissibilità.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle peculiarità della fattispecie, con riferimento congiunto alla condotta, al danno e alla colpevolezza, da bilanciare ai sensi dell'art. 133, comma 1, c.p.

  • art. 133, primo comma, c.p.

    Serve come parametro per valutare la gravità del fatto ai fini dell'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

  • art. 62, comma 1, n. 4, c.p.

    L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità per il tentativo è applicabile solo se, con giudizio ipotetico fondato sulle modalità del fatto, si possa affermare con certezza che, ove il reato fosse stato consumato, il danno sarebbe stato di rilevanza minima; nel caso concreto ciò è stato escluso.

  • art. 62-bis c.p.

    Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche può essere motivato dalla semplice assenza di elementi positivi, non essendo sufficiente il solo stato di incensuratezza dell'imputato.

  • d.l. 23 maggio 2008, n. 92

    È richiamato come intervento normativo che ha inciso sulla disciplina delle attenuanti generiche.

  • legge 24 luglio 2008, n. 125

    Legge di conversione del d.l. 23 maggio 2008, n. 92, richiamata nel ragionamento sulle attenuanti generiche.

Massime di principio

  • La questione di incompetenza territoriale non è deducibile per la prima volta in cassazione quando non sia stata tempestivamente proposta nei motivi di appello, pena l'inammissibilità del motivo.
  • La particolare tenuità del fatto va esclusa o riconosciuta solo all'esito di una valutazione globale di condotta, danno e colpevolezza, secondo i criteri dell'art. 133, comma 1, c.p., potendo la presenza di modalità del fatto e precedenti penali ostare al riconoscimento della causa di non punibilità.
  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, con riferimento al tentativo, richiede un giudizio ipotetico certo e specifico sulla minima offensività economica che il reato consumato avrebbe prodotto; se tale minima offensività non è desumibile con certezza dalle modalità del fatto, l'attenuante va negata.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere legittimamente fondato sull'assenza di elementi positivi favorevoli all'imputato; il solo stato di incensuratezza non è di per sé sufficiente a giustificarne la concessione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilitàCircostanze del reato
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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