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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-152/19

Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 25 marzo 2021. — Deutsche Telekom AG contro Commissione europea. — Impugnazione – Concorrenza – Articolo 102 TFUE – Abuso di posizione dominante – Mercato slovacco dei servizi di accesso a Internet a banda larga – Obbligo regolamentare di accesso alla rete locale per gli operatori aventi un rilevante potere – Condizioni fissate dall’operatore storico per l’accesso disaggregato di altri operatori alla rete locale – Indispensabilità dell’accesso – Imputabilità del comportamento della controllata alla società madre – Diritti della difesa. — Causa C-152/19 P

Giurisprudenza europea62019CJ0152

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte respinge l'impugnazione di Deutsche Telekom contro la sentenza del Tribunale relativa all'infrazione commessa da Slovak Telekom sul mercato slovacco della banda larga. Conferma che, in presenza di un obbligo regolamentare di accesso alla rete locale, la Commissione non doveva provare l'indispensabilità dell'accesso per qualificare come abusive le condizioni inique imposte agli operatori alternativi. Conferma inoltre l'imputazione alla società madre del comportamento della controllata sulla base dell'influenza determinante effettivamente esercitata e dichiara inoperante la censura sui diritti della difesa.

Impugnazione in materia di concorrenza: la Corte chiarisce che, in presenza di un obbligo regolamentare di accesso alla rete locale, le pratiche consistenti in condizioni inique di accesso possono integrare abuso ex articolo 102 TFUE senza prova dell'indispensabilità dell'accesso, e conferma l'imputazione alla capogruppo del comportamento della controllata.

La questione giuridica

Se, ai fini dell'accertamento di un abuso di posizione dominante ai sensi dell'articolo 102 TFUE, la Commissione dovesse dimostrare l'indispensabilità dell'accesso alla rete locale della controllata, nonostante l'esistenza di un obbligo regolamentare di accesso; se il Tribunale avesse correttamente imputato alla società madre il comportamento della controllata sulla base dell'effettivo esercizio di un'influenza determinante; se fosse stato violato il diritto di essere ascoltata nel corso del procedimento amministrativo.

Principio di diritto

La Corte afferma che i criteri rigorosi elaborati nella sentenza Bronner sull'indispensabilità dell'accesso si applicano quando l'impresa dominante rifiuta di concedere l'accesso a un'infrastruttura, ma non quando l'accesso è già imposto da un obbligo regolamentare e l'abuso consiste in condizioni inique, occultamenti o limitazioni dell'accesso stesso: in tal caso non occorre dimostrare che l'accesso fosse indispensabile. Inoltre, l'imputazione alla società madre del comportamento della controllata può basarsi su un complesso di indizi concordanti idonei a provare l'esercizio effettivo di un'influenza determinante, senza che sia necessario dimostrare anche che la controllata si sia attenuta, in sostanza, a istruzioni specifiche della madre. La Corte conferma infine che non vi è stata violazione dei diritti della difesa e respinge integralmente l'impugnazione.

Norme richiamate

  • Articolo 102 TFUE
  • Articolo 54 dell'accordo SEE
  • Articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea
  • Articolo 256 TFUE
  • Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
  • Regolamento (CE) n. 2887/2000
  • Direttiva 2002/21/CE
  • Direttiva 2009/140/CE
  • Articolo 8 della direttiva 2002/21/CE

Impugnazione Deutsche Telekom/Commissione: abuso di posizione dominante nel settore delle telecomunicazioni

Si tratta di un ricorso per impugnazione ai sensi dell'articolo 56 dello Statuto della Corte, proposto da Deutsche Telekom AG avverso la sentenza del Tribunale che aveva solo parzialmente annullato la decisione della Commissione nel caso AT.39523 – Slovak Telekom. La controversia riguarda l'applicazione dell'articolo 102 TFUE nel mercato slovacco dei servizi di accesso a Internet a banda larga e, in particolare, l'effetto di un obbligo regolamentare di accesso disaggregato alla rete locale.

Fatti e procedimento amministrativo

Deutsche Telekom deteneva il 51% di Slovak Telekom tra il 2005 e il 2010. Slovak Telekom, operatore storico slovacco, era stata designata dal TUSR come operatore avente un rilevante potere di mercato all'ingrosso per l'accesso disaggregato alla rete locale, con conseguente obbligo di accogliere richieste ragionevoli e giustificate di disaggregazione. La Commissione ha ritenuto che l'impresa formata da ST e Deutsche Telekom avesse posto in essere un'infrazione unica e continuata dell'articolo 102 TFUE e dell'articolo 54 dell'accordo SEE, consistente in occultamento di informazioni, restrizione degli obblighi di accesso, clausole inique nell'offerta di riferimento e tariffe tali da comprimere i margini dei concorrenti.

Decisione del Tribunale

Il Tribunale ha respinto la maggior parte dei motivi di Deutsche Telekom. Ha però accolto in parte il motivo relativo alla durata della compressione dei margini e quello concernente il calcolo della sanzione, rideterminando gli importi delle ammende. In particolare, ha ritenuto che la Commissione non dovesse dimostrare l'indispensabilità dell'accesso alla rete locale secondo i criteri della sentenza Bronner, poiché il quadro regolamentare del settore riconosceva la necessità dell'accesso per sviluppare la concorrenza nel mercato slovacco.

Primo motivo di impugnazione: applicabilità della sentenza Bronner

La ricorrente sosteneva che la Commissione fosse comunque tenuta a provare l'indispensabilità dell'accesso, poiché l'obbligo regolamentare e il test Bronner sarebbero concetti distinti. La Corte respinge questa tesi. Richiama la propria giurisprudenza secondo cui i criteri Bronner sono giustificati quando l'impresa dominante rifiuta del tutto l'accesso a un'infrastruttura sviluppata per le proprie esigenze, situazione in cui imporre l'accesso incide fortemente sulla libertà contrattuale e sugli incentivi all'investimento.

La Corte chiarisce però che, quando l'impresa dominante concede l'accesso ma ne fissa le condizioni in modo iniquo, le condizioni della sentenza Bronner non si applicano. In tali casi, l'assenza di indispensabilità non è decisiva, perché l'autorità non obbliga a concedere ex novo l'accesso, ma valuta la liceità delle modalità di accesso già esistenti. Nel caso di specie, ST era comunque sottoposta a un obbligo regolamentare di accesso, previsto dal regolamento n. 2887/2000 e dal quadro normativo delle comunicazioni elettroniche, e le pratiche contestate riguardavano solo le condizioni concrete di quell'accesso.

Secondo motivo di impugnazione: imputazione del comportamento della controllata

Deutsche Telekom contestava l'imputazione dell'infrazione della controllata alla società madre, sostenendo che il Tribunale avesse confuso la mera possibilità di esercitare un'influenza determinante con il suo esercizio effettivo. La Corte conferma invece che l'esercizio effettivo di un'influenza determinante può essere provato anche mediante un insieme di indizi concordanti, e che fatti idonei a dimostrare la capacità di influenza possono contribuire a provare l'influenza effettiva se valutati globalmente.

La Corte approva la valutazione del Tribunale quanto alla presenza di alti dirigenti della capogruppo nel consiglio di amministrazione della controllata, al distacco di collaboratori della capogruppo presso ST e alla trasmissione regolare di relazioni sulla politica commerciale. Tali elementi, letti nel loro insieme, consentono di concludere che Deutsche Telekom partecipava alla definizione della strategia generale della controllata e formava con essa un'unica unità economica.

Terzo motivo di impugnazione: necessità di dimostrare l'adesione alle istruzioni della madre

La ricorrente sosteneva che, per imputare l'infrazione, non bastasse l'influenza determinante, ma occorresse anche provare che la controllata si fosse sostanzialmente attenuta alle istruzioni della madre. La Corte respinge nettamente questa tesi, chiarendo che le due vie probatorie sono alternative e equivalenti: la Commissione può provare o che la controllata non determina autonomamente il proprio comportamento ma segue le istruzioni della madre, oppure che la madre esercita effettivamente un'influenza determinante sulla controllata.

Ne consegue che, una volta accertato che Deutsche Telekom aveva esercitato un'influenza determinante sulla strategia generale di ST, non era necessario provare una specifica istruzione impartita e seguita. La censura di difetto di motivazione viene parimenti respinta, perché il ragionamento del Tribunale emergeva chiaramente dalla sentenza impugnata.

Quarto motivo di impugnazione: diritti della difesa

Quanto alla presunta violazione del diritto di essere ascoltata, la Corte osserva che il Tribunale aveva ritenuto, in via principale, che gli elementi relativi al calcolo della compressione dei margini derivassero da dati e osservazioni già discussi nel procedimento, e che il passaggio sulla brevità del termine concesso alla riunione del 29 settembre 2014 fosse solo ad abundantiam. Perciò, le censure rivolte a quella parte della motivazione sono inoperanti.

La Corte aggiunge che la ricorrente non ha dimostrato alcuno snaturamento dei fatti accertati dal Tribunale. Pertanto, il quarto motivo è respinto come inoperante.

Domanda di estensione di un eventuale esito favorevole della causa C-165/19 P

Deutsche Telekom chiedeva di beneficiare di un eventuale accoglimento dell'impugnazione della ST nella causa parallela C-165/19 P. Poiché, con sentenza dello stesso giorno, la Corte aveva già respinto l'impugnazione della ST, tale domanda è stata dichiarata priva di oggetto.

Dispositivo e portata della pronuncia

La Corte respinge integralmente l'impugnazione e condanna Deutsche Telekom alle spese. La pronuncia è significativa perché distingue con chiarezza il rifiuto di accesso, al quale può applicarsi il test rigoroso di Bronner, dalle ipotesi in cui l'accesso è già regolamentato o comunque concesso e l'abuso riguarda le condizioni di accesso. Per il diritto della concorrenza nei settori regolati, la sentenza conferma inoltre che l'imputazione alla capogruppo può fondarsi su indizi convergenti di influenza determinante, senza necessità di provare istruzioni puntuali.

Come è indicizzato

Materieconcorrenzaabuso di posizione dominantetelecomunicazioniimputazione del comportamento anticoncorrenzialediritti della difesa

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