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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32951/2024 del 22/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) vizio relativo al calcolo della prescrizione: si contesta che la sospensione della prescrizione per una richiesta della difesa sarebbe stata considerata per 119 giorni mentre non avrebbe potuto superare i 60 giorni, con la conseguenza che il reato si sarebbe prescritto l'11 marzo 2024; 2) violazione e falsa applicazione di legge in relazione alla recidiva biennale: si sostiene che il precedente che avrebbe determinato la recidiva non era fondato su una sentenza passata in giudicato e quindi non poteva essere valutato come recidiva ai fini sanzionatori.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna: 2 mesi di arresto, euro 3.500,00 di ammenda e confisca dell'autovettura prevista dall'imputazione (reato ex art.116, comma 15, d.lgs. 285/1992). Sul primo motivo la Corte ha ritenuto infondata la doglianza sulla prescrizione ritenendo che per il fatto commesso nell'01/2019 si applicava la disciplina introdotta dalla Legge Orlando (legge 23/6/2017 n.103) e le successive modifiche legislative non determinavano la prescrizione prospettata dal ricorrente; la Corte ha svolto ampia ricostruzione delle successioni normative (Legge Orlando, Legge Bonafede, riforma Cartabia) e del principio lex mitior, escludendo la riviviscenza di norme abrogate e confermando l'applicabilità del regime più favorevole nel suo complesso. Sul secondo motivo la Corte ha escluso il sindacato di merito in Cassazione: l'imputato aveva impugnato in appello solo il trattamento sanzionatorio e non la responsabilità; pertanto la contestazione della recidiva (che richiede accertamento di fatto sulle precedenti contestazioni) è preclusa in Cassazione.

Norme richiamate

  • art. 116, comma 15, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285

    Norma che punisce la guida senza patente e prevede, oltre alla pena, misure accessorie come la confisca del veicolo; è il capo di imputazione per cui il ricorrente è stato condannato.

  • art. 159 cod. proc. pen. (disciplina della prescrizione, nelle diverse formulazioni intervenute)

    Riferimento centrale nella discussione sulla sospensione del corso della prescrizione: la Corte ricostruisce le differenti formulazioni (Legge Orlando, successivi interventi) e il loro ambito di applicazione temporale.

  • art. 161-bis cod. pen.

    Introdotto dalla riforma Cartabia: prevede la cessazione definitiva del corso della prescrizione con la pronuncia della sentenza di primo grado; è parte del quadro normativo che determina quale regime di prescrizione si applica in funzione della data del fatto.

  • art. 344-bis cod. proc. pen.

    Introduce l'istituto dell'improcedibilità per la mancata definizione del giudizio nei termini nei gradi successivi (appello e cassazione) per reati commessi da data specifica in poi; è rilevante nella ricostruzione del regime processuale successivo alla Legge Cartabia.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Motivo di ricorso per cassazione riferito alla violazione o falsa applicazione di legge; il ricorrente l'ha invocato rispetto alla normativa sulla recidiva, ma la Corte ha ritenuto il motivo precluso per devolvimento incompleto.

  • art. 2 cod. pen. (lex mitior)

    Principio applicato per valutare quale disciplina della prescrizione sia più favorevole e quindi applicabile: la Corte ribadisce che va applicata integralmente la legge più favorevole e che non è possibile combinare parti di discipline diverse abrogate o successive.

  • art. 597 cod. proc. pen., comma 1

    Richiamato nel contesto della distinzione tra giudicato e devolutum: disciplina la devoluzione degli effetti della sentenza in caso di impugnazione, utile a spiegare i limiti di sindacato sui punti non impugnati.

  • art. 544 cod. proc. pen.

    Riferito ai termini per il deposito della sentenza e della motivazione, utili per il computo delle sospensioni della prescrizione nelle diverse riforme.

  • Legge 23 giugno 2017 n. 103 (Legge Orlando)

    Ha introdotto la sospensione del corso della prescrizione dopo il deposito della sentenza di primo grado per determinati periodi; applicabile ai reati commessi dal 3/8/2017, ed è stata decisiva per il caso (fatto nell'01/2019).

  • Legge 9 gennaio 2019 n. 3 (Legge Bonafede)

    Ha riformulato la sospensione della prescrizione con effetto dal 10/1/2020, allungando i periodi di sospensione fino all'esecutività o irrevocabilità della sentenza di grado successivo; citata nella ricostruzione cronologica delle riforme.

  • Legge 27 settembre 2021 n. 134 (riforma Cartabia)

    Ha abrogato la disciplina precedente (art. 159, comma 2) e introdotto l'art. 161-bis; fondamentale per stabilire che per fatti successivi a determinate date si applica il nuovo regime della cessazione della prescrizione con la sentenza di primo grado.

Massime di principio

  • Per stabilire se è maturata la prescrizione occorre individuare il regime normativo applicabile in base alla data del fatto: non esiste una regola unica ma una successione di leggi (ex Cirielli, Legge Orlando, Legge Bonafede, riforma Cartabia) la cui applicabilità dipende dal momento della commissione del reato.
  • La lex mitior va applicata integralmente: non è possibile combinare parti favorevoli di leggi differenti per creare una nuova disciplina piu favorevole; si applica la legge, tra quella vigente al momento del fatto e le successive, che nel suo complesso sia piu favorevole al reo.
  • Se in appello il ricorrente impugna solo il trattamento sanzionatorio e non la condanna in relazione alla responsabilità, i profili di fatto non devoluti (es. esistenza della recidiva) risultano preclusi al sindacato in Cassazione; questioni che richiedono esame di merito non possono essere sollevate per la prima volta in Cassazione.
  • La configurabilità della recidiva biennale richiede un accertamento di fatto sulle precedenti contestazioni e, di norma, la disponibilità di un precedente idoneo (sentenza/atto definitivo) che possa essere valutato; senza devoluzione in appello tale accertamento non è sindacabile in Cassazione.
  • Nel contestare il decorso o la sospensione della prescrizione è essenziale contestare e dimostrare il calcolo temporale alla luce del regime applicabile (inclusi i periodi di sospensione previsti dalla legge vigente per la data del fatto) e non limitarsi a confronti numerici astratti.

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