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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4164/2025 del 31/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con due mezzi: 1) violazione dell'art. 192 c.p.p. e vizio di motivazione relativamente al capo C) (inosservanza dell'ordine di espulsione) per non aver adeguatamente valutato l'impossibilità materiale di allontanarsi dal territorio a causa della mancanza di denaro e documenti; 2) violazione degli artt. 132, 133 e 62-bis c.p. e vizio di motivazione circa la quantificazione della pena e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, non considerando le condizioni economiche, sociali e personali dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha respinto il secondo motivo (la quantificazione della pena e il diniego delle attenuanti generiche risultano sufficientemente motivati, anche in considerazione dei precedenti penali). Ha invece accolto il primo motivo: la Corte ha ritenuto che la Corte territoriale abbia dato una risposta formalistica senza verificare se sussistesse una condizione di "assoluta impossidenza" o il mancato rilascio dei documenti da parte delle autorità consolari. Perciò ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al reato previsto dall'art. 14, comma 5-ter del d.lgs. n. 286/1998 (capo C) e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione sui soli profili relativi a quel reato.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 5-ter del d.lgs. n. 286/1998

    Norma che disciplina l'inosservanza dell'ordine di lasciare il territorio dello Stato; la Corte ha annullato la condanna relativa per mancata e adeguata valutazione della giustificazione dell'imputato.

  • art. 73, comma 5 del d.P.R. n. 309/1990

    Riferita ai reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti (capi B e D); applicata e confermata in sede d'appello.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Disciplina la motivazione sulla valutazione della prova; contestata per erronea e formale applicazione nella valutazione dell'allegata impossibilità materiale di lasciare il Paese.

  • art. 132 cod. pen.

    Principi generali sulle circostanze attenuanti/aggravanti richiamati nella censura sulla determinazione della pena.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena: la Corte ha ritenuto la scelta della pena nella forbice intra-edittale adeguatamente motivata.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Riguarda la recidiva e la sua incidenza sulla pena; richiamata nella doglianza sulla quantificazione del trattamento sanzionatorio.

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 44567 del 03/11/2021 (Sulayman Sabally)

    In tema di immigrazione clandestina, la sussistenza del giustificato motivo idoneo ad escludere la configurabilità del reato di inosservanza dell'ordine del Questore di lasciare il territorio dello Stato, deve essere valutata con riguardo a situazioni ostative - della cui allegazione è onerato l'interessato - incidenti sulla possibilità, oggettiva o soggettiva, di ottemperare, non essendo sufficiente la considerazione del mero disagio socio-economico, di regola ricollegabile alla condizione tipica del migrante clandestino

    Si sottolinea che il mero disagio socio-economico di per sé non è sufficiente a escludere il reato; l'onere probatorio resta a carico dello straniero.

  • Giurisprudenza - Sez. 6, n. 27049 del 19/03/2008 (Niang)

    Ai fini della sussistenza del giustificato motivo ... occorre la condizione di assoluta impossidenza dello straniero, che non gli consenta di recarsi entro il termine assegnato alla frontiera e di acquistare il biglietto per il viaggio

    Distinzione tra mero disagio economico e vera "assoluta impossidenza"; solo questa ultima esclude il reato.

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 40827 del 05/02/2019 (Markovic Andelko)

    Costituisce giustificato motivo ... l'inadempimento conseguente alle condizioni di assoluta impossidenza ... ovvero al mancato rilascio da parte della competente autorità diplomatica o consolare dei documenti necessari, peraltro sollecitamente richiesti dallo straniero stesso

    Riconosce come giustificato motivo sia l'assoluta impossidenza sia il mancato rilascio dei documenti da parte delle autorità competenti, purché il richiedente abbia sollecitato gli interventi necessari.

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 30779 del 07/07/2006 (Farina Fontan)

    I motivi che ... legittimano la P.A. a non procedere all'esecuzione dell'espulsione con accompagnamento coattivo ... costituiscono indizi di riconoscimento della inesigibilità della condotta richiesta allo straniero, in applicazione del principio 'ad impossibilia nemo tenetur'

    Conferma che difficoltà nell'ottenimento dei documenti o indisponibilità del vettore possono integrare giustificato motivo se dimostrate.

Massime di principio

  • La mera condizione di disagio socio-economico non basta a escludere il reato di inosservanza dell'ordine di espulsione: occorre provare l'assoluta impossidenza o il mancato rilascio dei documenti nonostante la sollecita richiesta alle autorità competenti.
  • Quando lo straniero allega mancanza di denaro o di documenti, il giudice di merito deve approfondire il fatto con indagini testimoniali o documentali per verificare se si tratta di assoluta impossibilità o di semplice disagio.
  • La motivazione del giudice deve essere sostanziale e non meramente formale: risposte generiche o 'imputet sibi' non sono sufficienti quando sono state prodotte specifiche allegazioni probatorie.
  • Sul piano della quantificazione della pena e del diniego delle attenuanti generiche, la decisione del giudice è legittima se mostra l'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato e tiene conto di precedenti penali recenti.

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