Sentenza n. 1534/2026 - Catania, Sezione 2
per l'accertamento della illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Sant’Agata Li Battiati sulla istanza formulata dai ricorrenti in data 21 gennaio 2026;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull'istanza del 21 gennaio 2026 diretta all'attivazione e conclusione del procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e alla corresponsione delle somme conseguenti
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti, quali eredi e comproprietari di terreni privati, hanno dedotto l'illegittimità dell'inerzia del Comune, che aveva occupato sine titulo e irreversibilmente trasformato i fondi mediante l'allargamento di una strada, senza decreto di esproprio né previo perfezionamento della procedura espropriativa. Con diffida del 21 gennaio 2026 hanno chiesto al Comune di attivare e concludere il procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, nonché di corrispondere l'indennizzo per la perdita della proprietà, il pregiudizio non patrimoniale, l'occupazione illegittima e il mancato godimento del bene, oltre agli ulteriori danni e agli interessi. Il Comune non ha fornito alcun riscontro né adottato un provvedimento espresso; i ricorrenti hanno quindi proposto azione avverso il silenzio-inadempimento ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto sussistente l'obbligo del Comune di pronunciarsi espressamente sull'istanza, richiamando l'art. 2 l. 241/1990 e la giurisprudenza secondo cui tale obbligo può derivare non solo da una puntuale previsione normativa, ma anche dalla peculiarità della fattispecie e da specifiche ragioni di giustizia, equità, correttezza e buona amministrazione. L'occupazione sine titulo e l'irreversibile trasformazione di beni privati impongono all'amministrazione di ripristinare una situazione di legalità, valutando l'acquisizione sanante oppure la restituzione del fondo con riduzione in pristino. Il giudice non ha disposto direttamente l'acquisizione né riconosciuto le somme richieste, ma ha ordinato al Comune di rispondere con atto formale alla diffida entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Il Comune è stato condannato alla refusione delle spese di lite, liquidate in euro 2.074,00 oltre accessori.
Norme richiamate
art. 2 l. 241/1990
Impone alla pubblica amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso quando il procedimento consegua obbligatoriamente a un'istanza o debba essere iniziato d'ufficio; l'obbligo può essere riconosciuto anche in ragione della peculiarità della fattispecie e di esigenze di giustizia, equità e buona amministrazione.
artt. 31 e 117 c.p.a.
Consentono di esperire l'azione avverso il silenzio quando l'amministrazione ometta di pronunciarsi nonostante la sussistenza di un obbligo giuridico di provvedere.
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
Disciplina l'acquisizione sanante dei beni utilizzati per scopi di interesse pubblico in assenza di un valido ed efficace provvedimento espropriativo; nel caso concreto costituisce l'oggetto della richiesta sulla quale il Comune era tenuto a pronunciarsi.
Massime di principio
- L'azione avverso il silenzio è esperibile quando la pubblica amministrazione ometta di pronunciarsi su un'istanza privata diretta all'avvio del procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001.
- L'obbligo dell'amministrazione di provvedere può derivare, oltre che da una specifica previsione normativa, dalla peculiarità della situazione concreta e da ragioni di giustizia, equità, correttezza e buona amministrazione, quando sussista una posizione soggettiva qualificata del privato e il corrispondente affidamento a ottenere una risposta espressa.
- In presenza di occupazione sine titulo e trasformazione irreversibile di un bene privato, l'amministrazione è tenuta ad attivarsi per ripristinare la legalità, valutando e formalizzando la scelta tra acquisizione sanante e restituzione del bene con riduzione in pristino.
- Il giudizio avverso il silenzio mira a ottenere una decisione espressa dell'amministrazione e non consente al giudice di sostituirsi ad essa nella scelta discrezionale di acquisire il bene ai sensi dell'art. 42-bis o di restituirlo, né di liquidare direttamente le somme eventualmente dovute.
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