Cassazione Penale, Sentenza n. 33392/2025 del 08/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la condanna per tentato omicidio (art. 56 e 575 c.p.), con un unico motivo: violazione di legge e travisamento della prova. Il ricorrente deduce che le sentenze di merito hanno omesso di valutare elementi decisivi (assenza dell'arma, caratteristiche delle lesioni compatibili con ferite lacero-contuse e non da punta, brevità della degenza ospedaliera, mancata esistenza di minacce nella querela, incongruenze nelle dichiarazioni del teste Scilinguo e assenza di perizia sul sacchetto intriso di sangue) e che, dunque, mancherebbero i requisiti dell'evento e del dolo omicidiario tali da escludere la configurazione del tentato omicidio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che le censure mirassero a una rivalutazione del materiale probatorio e non a dimostrare un vizio logico-giuridico apprezzabile in sede di legittimità. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito (doppia conformità), richiamando la compatibilità delle lesioni con l'uso di un corpo contundente, la rilevanza della sede e dell'entità delle lesioni (suture, fratture craniche, ematoma subdurale) e il rinvenimento oggettivo di un sacchetto insanguinato sul luogo come elementi idonei a provare il tentativo di omicidio e il tentativo di soffocamento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento di cassazione, a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile per euro 3.500,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 56 c.p. (tentativo)
Norma richiamata nella censura sulla qualificazione del fatto; la Corte ha ritenuto che il compendio probatorio fosse idoneo a configurare il tentativo di delitto ai sensi di questa norma.
art. 575 c.p. (omicidio)
Richiamata nella qualificazione giuridica (tentato omicidio); la Corte ha ritenuto provata la volontà e l'azione idonea a cagionare la morte, pur essendo l'evento non verificatosi.
art. 616 c.p.p.
Norma applicata per la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria per il ricorso dichiarato inammissibile; la Corte ha ritenuto non emergessero ragioni di esonero.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né svolge una nuova valutazione delle prove: i motivi che chiedono semplicemente una diversa ricostruzione dei fatti sono inammissibili o manifestamente infondati.
- La mancata acquisizione o il mancato ritrovamento dell'arma non è automaticamente dirimente: altri elementi oggettivi (sede ed entità delle lesioni, presenza di oggetti insanguinati sul luogo, riscontri clinici come fratture o ematomi) possono fondare la qualificazione del fatto come (tentato) omicidio.
- Le contraddizioni o omissioni apparenti nelle dichiarazioni della vittima o dei testimoni devono essere dimostrate come decisive e non meramente alternative plausibili: il giudice di legittimità interviene solo se emerge un vizio logico o giuridico nella motivazione dei giudici di merito.
- L'assenza di perizie (es. analisi del sacchetto per impronte o gruppo sanguigno) non invalida automaticamente la prova quando la decisione si fonda su un complesso di elementi convergenti; per censurare la mancata prova peritale occorre mostrare che senza quella prova la ricostruzione è inconferente.
- Nei ricorsi per cassazione è inefficace fondare censure su atti extraprocessuali non prodotti nel contraddittorio (es. contenuto della querela) salvo che integrino profili di illegittimità di diritto ben circostanziati.
- Quando le sentenze di primo grado e d'appello sono conformi (doppia conforme), la soglia per ottenere l'annullamento in Cassazione è particolarmente alta: devono emergere vizi di legge o palese illogicità della motivazione.
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