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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31030/2024 del 04/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia per il subappalto relativo alla realizzazione di parti meccaniche di un termovalorizzatore: AMEC (attrice in primo grado) chiedeva l'applicazione della penale contrattuale per ritardo (originaria richiesta pari a euro 810.000), mentre ATZWANGER contestava la penale invocando rilevanti varianti, impedimenti e l'erronea interpretazione del termine contrattuale (completamento meccanico vs consegna). In sede istruttoria si sono inoltre contrapposte domande di saldo corrispettivo, backcharges/punch list e la escussione di una fideiussione bancaria. In appello si è discusso altresì sul momento da cui operare la compensazione fra i crediti reciproci e sul calcolo degli interessi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di ATZWANGER SPA. Ha confermato la valutazione di merito secondo cui le varianti riscontrate non escludevano l'operatività della penale, rilevando che il giudice di merito ha svolto un congruo accertamento istruttorio (anche sulla base del C.T.U.) e ha legittimamente interpretato la domanda come riferita al completamento meccanico. Quanto alla compensazione tra le rispettive poste, è stata ritenuta corretta la statuizione della Corte d'appello che ha disposto l'estinzione reciproca dei crediti dalla data di coesistenza delle poste, previo calcolo degli interessi legali maturati fino alla data di ciascuna estinzione parziale. Il ricorso è stato quindi rigettato e la ricorrente condannata alle spese di giudizio (liquidate in euro 15.200 oltre oneri). È stato altresì disposto l'eventuale versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 d.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 1218 c.c.

    richiamato in relazione alla responsabilità per inadempimento dell'obbligazione; la Corte ha ritenuto non sussistente la dedotta causa impeditiva tale da esonerare dall'applicazione della penale

  • art. 1382 c.c.

    richiamato nell'ambito della disciplina delle modifiche contrattuali e delle varianti; le varianti risultate non hanno determinato automaticamente la decadenza del termine sanzionato dalla penale

  • art. 1661 c.c.

    richiamato con riferimento ai limiti e agli effetti delle varianti nelle opere e dei ritardi, senza che le varianti emerse giustificassero l'esclusione della penale

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato in tema di motivazione della sentenza; la Corte ha ritenuto la motivazione di merito sufficiente e non viziata da ultrapetizione o extrapetizione

  • art. 1241 c.c.

    richiamato nella parte relativa alla compensazione; disciplina delle modalità e dei limiti della compensazione

  • art. 1242 c.c.

    applicato l'effetto estintivo della compensazione dal giorno della coesistenza dei crediti anche nell'ipotesi di compensazione impropria giudiziale quando il controcredito si liquida nel corso del giudizio

  • art. 1243 c.c.

    richiamato nella cornice normativa della compensazione e dei suoi effetti fra le parti

  • art. 2909 c.c.

    richiamato per i profili relativi alla pretesa creditoria; contestualmente valutato nell'insieme delle norme sul credito e sulla compensazione

  • art. 360 c.p.c.

    richiamato come base per i motivi di cassazione (violazione di norme e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto infondate le censure mosse ai sensi di tali norme

  • art. 1362 c.c. e segg.

    menzionati come criteri ermeneutici riservati al giudice di merito; la ricorrente non ha invocato specificamente i canoni ermeneutici per contestare l'interpretazione operata dai giudici di merito

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    richiamato con riferimento all'obbligo processuale di eventuale versamento da parte della ricorrente di un ulteriore contributo unificato

Massime di principio

  • La sussistenza di varianti o impedimenti non determina automaticamente l'esclusione di una penale contrattuale: occorre il concreto accertamento del nesso causale tra le variazioni e il ritardo e la dimostrazione che tali variazioni abbiano effettivamente causato il superamento del termine contrattuale.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella interpretazione delle clausole contrattuali (es. interpretare 'consegna' come 'completamento meccanico'); tale interpretazione è sindacabile in Cassazione solo per violazione dei canoni ermeneutici formali, non per semplice dissenso sulla valutazione di fatto.
  • In presenza di crediti e debiti derivanti dallo stesso rapporto (compensazione impropria), il giudice può procedere all'accertamento contabile delle poste anche d'ufficio e, se il controcredito viene liquidato durante il giudizio, l'effetto estintivo della compensazione opera dalla data di coesistenza delle poste.
  • Per il calcolo degli interessi in caso di compensazione parziale occorre determinare la data di estinzione di ciascuna posta e liquidare gli interessi legali fino a tali date; la compensazione non è automaticamente esclusa perché le poste sono state accertate giudizialmente.
  • Le censure di ultravpetizione/extrapetizione richiedono una chiara dimostrazione che il giudice abbia deciso oltre o al di fuori delle domande svolte: l'interpretazione della domanda operata dal giudice di merito, se coerente con il testo e le attività processuali, è difficile da riformare in sede di legittimità.

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