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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08686/2023 del 28/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

La controversia

Un proprietario di un fondo sito in Pachino ha convenuto i proprietari del fondo vicino chiedendo l'accertamento dell'acquisto per usucapione di una servitù di veduta a carico del loro immobile, esercitata attraverso due aperture, e la condanna all'arretramento della loro costruzione. Il Tribunale ha accolto la domanda; la Corte d'appello ha confermato. I soccombenti hanno proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) omesso esame di fatti decisivi ex art. 360, n. 5, c.p.c., per non avere la Corte territoriale considerato alcune planimetrie e documenti; 2) motivazione perplessa e logicamente contraddittoria, ancora ex art. 360, n. 5, c.p.c., per errata valutazione delle risultanze istruttorie, in particolare della planimetria catastale del 1939 ritenuta alterata e inattendibile, con conseguente erroneo riconoscimento della preesistenza dell'apertura al primo piano e sua pretesa modifica nel 2005; 3) erronea mancata ammissione della prova testimoniale articolata in primo grado e reiterata in appello, diretta a escludere i presupposti dell'usucapione della servitù di veduta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi, rilevando che la Corte d'appello aveva effettivamente esaminato la CTU e i documenti richiamati, e che ricorreva una "doppia conforme" idonea a precludere la deducibilità del vizio di omesso esame di fatti decisivi; inoltre, le censure miravano in realtà a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio, attività riservata al giudice di merito. Ha invece accolto il terzo motivo, perché le istanze di prova testimoniale erano rilevanti e decisive ed erano state reiterate anche in sede di precisazione delle conclusioni in primo grado e poi in appello; la Corte territoriale aveva quindi errato nel ritenere che non fossero scrutinabili in secondo grado per mancata reiterazione. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente al motivo accolto e la causa rinviata alla Corte d'appello di Catania in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame di fatti decisivi non è deducibile in presenza di "doppia conforme" e non può essere usato per sollecitare una rivalutazione del merito o del materiale istruttorio.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato solo in via generale nella tassonomia degli istituti; nel testo non vi è una specifica applicazione della regola sull'onere della prova.

  • Cass. Sez. U, n. 24148 del 25/10/2013

    Il giudizio di cassazione non può essere trasformato in una nuova pronuncia sul fatto tramite revisione delle valutazioni del giudice di merito.

Massime di principio

  • In caso di doppia conforme tra primo e secondo grado, il vizio di omesso esame di fatti decisivi ex art. 360, n. 5, c.p.c. è in linea di principio precluso.
  • La censura di motivazione non può tradursi in una richiesta di nuova valutazione delle prove o di sostituzione del convincimento del giudice di merito con quello della parte ricorrente.
  • La valutazione di documenti, testimonianze e attendibilità delle prove è riservata al giudice di merito, che non è tenuto a confutare singolarmente ogni deduzione difensiva, purché esponga le ragioni essenziali del proprio convincimento.
  • La mancata ammissione di prove testimoniali rilevanti e decisive integra vizio censurabile quando le istanze risultino effettivamente riproposte nei gradi di merito e non possano essere considerate rinunciate o precluse per ragioni processuali inesistenti.

Come è indicizzato

MaterieServitùProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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