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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46687/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP il 22/04/2022 nei confronti di Ciccopiedi Giuseppe e Alessandro, in relazione al reato previsto dall'art. 11 del D.lgs. 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte). Sostiene vizio di diritto (art. 606 c.1 lett. b) c.p.p.), contestando la delimitazione operata dal tribunale del riesame degli atti considerati fraudolenti: in particolare ritiene che atti esclusi (tra cui il contratto di comodato gratuito del 15/06/2018) facciano parte di una unica operazione fraudolenta complessiva, per la quale il termine di prescrizione dovrebbe decorrere dall'ultimo atto e non consentire pertanto l'estinzione per prescrizione di singole condotte.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato il principio per cui il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; il controllo è limitato a profili di diritto e non consente sindacato di merito sulla valutazione della fraudolenza degli atti o sulla delimitazione del perimetro fattuale, salvo vizi motivazionali radicali. La censura del Procuratore è stata ritenuta, in sostanza, una contestazione di merito (adeguatezza della motivazione e prova della fraudolenza, con riferimento al contratto di comodato del 15/6/2018) e quindi non ammissibile. Conseguentemente resta efficace l'ordinanza del tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro e disposto la restituzione.

Norme richiamate

  • D.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 11

    Disciplina la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; richiede che gli atti dispositivi siano fraudolenti (simulazione o atti con elementi di inganno/stratagemma). La fraudolenza può emergere da una valutazione complessiva di più condotte e il reato può essere considerato di pericolo o, in presenza di più atti fraudolenti, anche permanente; tuttavia l'individuazione di quali atti costituiscano l'operazione fraudolenta è questione di fatto e merito.

  • Codice di procedura penale, art. 322

    Consente il ricorso al tribunale del riesame contro provvedimenti di sequestro preventivo; il tribunale del riesame valuta le condizioni per l'applicazione della misura cautelare reale.

  • Codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. b)

    art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Indica uno dei motivi di impugnazione in Cassazione (violazione di legge). La Corte ha ricordato che i ricorsi contro ordinanze cautelari possono essere esaminati in Cassazione solo per tali vizi di diritto e non per semplici censure di merito.

Massime di principio

  • Il ricorso per Cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso principalmente per violazione di legge; le censure che attengono alla valutazione probatoria o alla ricostruzione fattuale sono normalmente inammissibili.
  • Ai sensi dell'art. 11 D.lgs. 74/2000 la 'fraudolenza' degli atti dispositivi può essere ricostruita complessivamente su più condotte, ma la determinazione se atti apparentemente distinti costituiscano un'operazione fraudolenta è questione di merito riservata al giudice di merito (GIP/tribunale del riesame).
  • Se la censura del PM riguarda l'adeguatezza della motivazione del tribunale del riesame o la qualificazione di singoli atti (es. comodato) come parte di un disegno fraudolento, la Cassazione può dichiarare il ricorso inammissibile perché si tratta di sindacato di merito.
  • Il termine di prescrizione nel reato di sottrazione fraudolenta può decorrere dall'ultimo atto se le condotte formano un unico disegno fraudolento; tuttavia l'accertamento della continuità temporale e funzionale è valutazione fattuale.
  • Per resistere a un sequestro preventivo in casi fiscali è importante dimostrare in sede di riesame che gli atti dispositivi sono effettivi, privi di elementi di inganno o di stratagemmi, o rappresentano adempimenti conseguenti non idonei a ostacolare l'azione esecutiva dell'Erario.
  • Per proporre ricorso in Cassazione il Pubblico Ministero deve individuare un chiaro vizio di diritto o un difetto motivazionale grave e non limitarsi a rinnovare valutazioni probatorie; altrimenti il ricorso sarà dichiarato inammissibile.

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