Sentenza n. 3046/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto (Sezione Prima) n. 2782/2024, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Veneto n. 2782/2024, che aveva accolto parzialmente il ricorso contro il diniego di rinnovo di autorizzazioni NCC e di risarcimento del danno
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il giudizio riguardava il diniego comunale di rinnovo di più autorizzazioni per il noleggio con conducente e la reiezione delle pretese risarcitorie. L'appellante sosteneva, in primo luogo, di avere diritto al rinnovo delle autorizzazioni riferite a natanti confiscati dal Comune di Venezia prima della scadenza dei titoli. La confisca, successivamente annullata dalla Corte di cassazione, avrebbe impedito la presentazione tempestiva delle istanze e, in forza dell'effetto ripristinatorio e conformativo dell'annullamento, avrebbe dovuto consentire il rinnovo ora per allora. In secondo luogo, con riferimento ad altre autorizzazioni, l'appellante deduceva che le istanze di rinnovo erano state tempestivamente presentate nel maggio 2015, mediante invio di documentazione tecnica, e successivamente reiterate. Venivano dedotte violazioni del regolamento comunale NCC, illogicità, eccesso di potere, travisamento e contraddittorietà. L'appellante riproponeva inoltre la domanda di risarcimento dei danni, quantificata in euro 1.150.000. In primo grado era stato chiesto anche il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea, ma la sentenza d'appello ha deciso la controversia sulla base dell'assenza dei presupposti per il rinnovo e non ha disposto il rinvio.
La decisione
L'appello è stato respinto. Quanto alle autorizzazioni riferite ai natanti confiscati, il Collegio ha rilevato che non era stata presentata una valida istanza di rinnovo prima della scadenza dei titoli. L'effetto conformativo dell'annullamento delle confische riguardava il procedimento relativo agli atti del Comune di Venezia e non poteva estendersi automaticamente ai distinti provvedimenti del Comune di Mira, adottati nell'ambito di un autonomo procedimento di rinnovo. Le autorizzazioni erano cessate ipso iure alla scadenza, in mancanza di rinnovo tempestivamente richiesto; l'eventuale atto comunale che ne attestasse la perdita di efficacia avrebbe avuto natura dichiarativa. La società non era comunque assolutamente impedita dal presentare tempestivamente l'istanza, eventualmente riservandosi di produrre la documentazione indisponibile per effetto della confisca all'esito del giudizio civile. Quanto alle ulteriori autorizzazioni, l'appellante non ha fornito prova documentale della presentazione di istanze di rinnovo entro il termine. L'invio di documenti tecnici tramite posta elettronica e il successivo deposito al protocollo, privi di un'istanza o di una nota esplicativa, non dimostravano la tempestiva proposizione della domanda di rinnovo. La domanda risarcitoria è stata respinta per difetto dei relativi presupposti, in conseguenza della reiezione delle censure sull'illegittimità del diniego. La sentenza del TAR è stata confermata nella parte sostanziale sfavorevole all'appellante; le spese del grado sono state integralmente compensate per la particolarità della controversia.
Norme richiamate
art. 11 Regolamento NCC del Comune di Mira
La disposizione disciplina il rinnovo quinquennale delle autorizzazioni NCC e richiede la presentazione della relativa istanza nei termini previsti; in mancanza di tempestivo rinnovo richiesto, il titolo viene meno alla scadenza.
art. 42, comma 5, Regolamento comunale in materia di trasporti pubblici non di linea nelle acque di navigazione interna
È richiamato in relazione alla decadenza delle autorizzazioni non vidimate annualmente e non rinnovate nei termini.
art. 7 l. 241/1990
La comunicazione di avvio del procedimento che dà atto della presentazione di una richiesta di rinnovo non dimostra, da sola, che l'istanza sia stata tempestivamente presentata né mantiene in vita un'autorizzazione già scaduta.
art. 267 TFUE
La richiesta di rinvio pregiudiziale prospettata in primo grado non è stata accolta, poiché la controversia è stata definita sulla base della mancata tempestiva presentazione delle istanze e dell'autonomia dei procedimenti amministrativi.
Massime di principio
- Un titolo autorizzatorio soggetto a durata determinata viene meno ipso iure alla scadenza se il rinnovo non è stato tempestivamente richiesto; l'eventuale atto amministrativo che ne accerti la perdita di efficacia ha natura meramente dichiarativa.
- L'effetto conformativo e ripristinatorio dell'annullamento di un provvedimento amministrativo vincola l'amministrazione autrice dell'atto annullato e non si estende automaticamente a provvedimenti adottati da un'amministrazione diversa nell'ambito di un procedimento autonomo.
- L'annullamento di una confisca che abbia sottratto al privato la disponibilità di documenti necessari non determina, di per sé, la rimessione in termini per chiedere il rinnovo di un distinto titolo autorizzatorio già scaduto. Il privato può presentare tempestivamente l'istanza, riservandosi di integrare successivamente la documentazione indisponibile per causa non imputabile.
- L'invio di documenti tecnici alla pubblica amministrazione, privo di un'istanza espressa o di elementi idonei a identificarne la funzione, non prova la tempestiva presentazione di una domanda di rinnovo; l'onere della prova della tempestività grava sul soggetto che invoca il rinnovo.
- La reiezione della domanda di rinnovo per mancata tempestiva presentazione dell'istanza esclude, in assenza di ulteriori presupposti, la responsabilità risarcitoria dell'amministrazione per il mancato esercizio dell'attività autorizzata.
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