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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32482/2024 del 09/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduce due censure principali: 1) errore nel ritenere non pendente il processo amministrativo di impugnazione dell'informativa interdittiva, nonostante fosse stato proposto appello al Consiglio di Stato (documentato); 2) violazione di legge e contraddittorietà della motivazione per avere la Corte d'appello confuso i presupposti del controllo giudiziario previsto dal primo comma dell'art. 34-bis con quelli del comma 6 (controllo "volontario"), richiedendo impropriamente l'accertamento del pericolo concreto di infiltrazione mafiosa come prerequisito assoluto e applicando in modo errato l'effetto devolutivo dell'appello rispetto alle argomentazioni del ricorrente.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che la Corte d'appello ha errato nell'escludere la pendenza del processo amministrativo nonostante la proposizione dell'appello al Consiglio di Stato e ha interpretato male i presupposti e l'ambito di verifica del controllo giudiziario 'volontario' del comma 6 dell'art. 34-bis. Ha inoltre censurato la preclusione operata dalla Corte territoriale in ragione di un effetto devolutivo esteso alle argomentazioni di parte. Per tali ragioni il decreto impugnato è stato annullato e la causa deve essere riesaminata secondo i principi di diritto indicati (verifica della pendenza dell'impugnazione amministrativa, valutazione prognostica sulla bonificabilità dell'impresa e corretta applicazione del vincolo devolutivo).

Norme richiamate

  • art. 34-bis, comma 6, d.lgs. n. 159/2011

    art. 34-bis, comma 6, d.lgs. n. 159 del 2011

    Si tratta di una misura di prevenzione "volontaria" richiesta dall'impresa destinataria dell'informativa interdittiva: il giudice ordinario deve verificare la sussistenza dell'informativa amministrativa come substrato e, sul piano sostanziale, la 'bonificabilità' dell'impresa tramite un giudizio prognostico; non è tenuto a ripetere integralmente l'accertamento sulle relazioni esterne ma a valutare la possibilità di riallineamento dell'azienda.

  • art. 10, comma 3, d.lgs. n. 159/2011

    art. 10, comma 3, d.lgs. 159/2011

    Nei procedimenti di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge: il sindacato di legittimità non comprende l'illogicità manifesta della motivazione se non quando si configuri come violazione dell'obbligo di provvedere con decreto motivato.

  • art. 591, comma 1, lett. c) e art. 581 c.p.p.

    art. 591, comma 1, lett. c), in relazione all'art. 581 c.p.p.

    L'effetto devolutivo dell'appello limita la preclusione ai punti della decisione non impugnati (cose giudicate); non riguarda le argomentazioni e le questioni di diritto prospettate dalle parti a sostegno del gravame, che il giudice d'appello può valutare anche con argomentazioni proprie.

  • art. 92 codice del processo amministrativo

    Rilevante per la verifica della pendenza del processo amministrativo: la proposizione dell'appello al Consiglio di Stato rileva ai fini della sussistenza del procedimento amministrativo pendente.

  • art. 4 legge n. 1423/1956 (richiamato, ora art.10, comma 2, d.lgs. 159/2011)

    art. 4 legge n. 1423/1956 (ora art. 10, comma 2, d.lgs. 159/2011)

    Obbligo del giudice d'appello di provvedere con decreto motivato: la mancanza di una motivazione adeguata può costituire vizio di natura processuale rilevabile in cassazione come violazione di legge.

  • Giurisprudenza (Sez. U, n. 46898/2019 - Ricchiuto; Sez. 6, n. 30168/2021; Sez. 2, n. 9122/2021)

    Sez. U, n. 46898 del 26/09/2019; Sez. 6, n. 30168 del 07/07/2021; Sez. 2, n. 9122 del 28/01/2021

    Le Sezioni Unite e le successive pronunce chiariscono che, in particolare per il controllo giudiziario volontario, il giudice della prevenzione deve effettuare un giudizio prognostico sulla emendabilità/bonificabilità dell'impresa partendo dall'accertamento amministrativo, evitando sovrapposizioni improprie con le competenze del giudice amministrativo.

Massime di principio

  • Se l'impresa ha proposto appello al Consiglio di Stato contro l'informativa interdittiva, il procedimento amministrativo va considerato pendente e il giudice della prevenzione deve tenerne conto.
  • Il controllo giudiziario 'volontario' ai sensi dell'art. 34-bis, comma 6, è finalizzato alla 'bonifica' aziendale e richiede una valutazione prognostica sulla possibilità di riallineamento dell'impresa; l'accertamento amministrativo dell'interdittiva costituisce il substrato della decisione giudiziale.
  • Il giudice ordinario non deve ripetere integralmente l'accertamento sulle relazioni esterne tipico delle misure disposte d'ufficio, ma deve valutare dinamicamente se l'impresa è emendabile con il percorso di controllo richiesto.
  • L'effetto devolutivo dell'appello preclude la riapertura dei 'punti' della decisione non impugnati ma non vieta al giudice d'appello di accogliere il gravame con argomentazioni diverse da quelle della parte; le argomentazioni di parte non determinano automaticamente una preclusione.
  • In cassazione nei procedimenti di prevenzione è consentito il sindacato per violazione di legge e per omissione dell'obbligo di motivare, non un libero esame dell'illogicità manifesta della motivazione se non qualificabile come violazione dell'obbligo di provvedere.
  • Se il giudice di merito omette di compiere la verifica prognostica richiesta per il controllo 'volontario' o fraintende il perimetro di sua cognizione, la decisione è annullabile e la causa va rimessa per nuovo esame conforme ai principi indicati.

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