Cassazione Penale, Sentenza n. 44886/2022 del 25/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che confermava la condanna per ricettazione relativa a due motori d'auto. Abenante deduce violazioni con riguardo all'elemento soggettivo del reato (sosteneva di aver fornito giustificazione del rinvenimento indicando Bifulco e Donnarumma come depositanti), contesta l'esclusione dell'attenuante del fatto tenue di cui all'art. 648 comma 4 c.p. e invoca profili di attenuazione ex art. 62-bis e art. 133 c.p. Bifulco deduce analoghe doglianze, sostenendo che l'unico possessore fosse Donnarumma e che mancasse in capo a lui il dolo; inoltre contesta la negazione delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi perché i motivi sono ripetitivi e attengono a valutazioni di merito già devolute al giudice di appello. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse fornito motivazione logica e congrua circa la sussistenza del dolo di ricettazione, rilevando l'inattendibilità delle spiegazioni fornite, le contraddizioni e la possibilità di configurare il dolo anche in forma eventuale. Ha altresì confermato la corretta esclusione dell'attenuante del fatto tenue sulla base del valore dei beni e ha ritenuto legittima la valutazione negativa delle circostanze attenuanti. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili ai sensi dell'art. 606 c.p.p. (comma terzo) e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese e di euro 3.000,00 ciascuno in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.). La pronuncia impugnata resta, di fatto, confermata.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) ed e))
Base normativa delle censure di motivazione e di violazione di legge; la Corte ha ritenuto che i motivi fossero reiterativi e non idonei a travolgere la valutazione di merito, applicando il limite della cassazione al sindacato sulle prove e sui fatti.
art. 606 comma terzo cod. proc. pen.
Consente la declaratoria di inammissibilita' per motivi manifestamente infondati; la Corte lo ha applicato per dichiarare i ricorsi inammissibili.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede le conseguenze della declaratoria di inammissibilita', con condanna alle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende; la Corte ha imposto la sanzione di euro 3.000,00 ciascuno.
art. 648 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di ricettazione; la Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui l'elemento soggettivo puo' desumersi dall'omessa o inaffidabile indicazione dell'origine della cosa ricevuta, nonché dal dolo eventuale.
art. 648 comma 4 cod. pen.
Prevede l'attenuante del fatto tenue; la Corte ha ritenuto corretta la sua esclusione in base a circostanze di fatto e al valore dei beni ricettati.
art. 62-bis cod. pen.
Disciplina le circostanze attenuanti rilevanti; la Corte ha ribadito che la loro applicazione e' rimessa alla valutazione di merito e non sindacabile in cassazione salvo vizio di motivazione.
art. 133 cod. pen.
Richiamato dai ricorrenti riguardo al trattamento della pena; la Corte non ha ritenuto fondati i rilievi e ha confermato la valutazione di merito.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Usato per riassumere in un unico motivo distinti motivi di impugnazione; la Corte ha comunque valutato tali riassunti come ripetitivi e non autosufficienti.
L. 20 febbraio 2006 n. 46
Modifica richiamata in relazione alla possibilita' di dedurre vizi di motivazione con riferimento ad atti specifici; la Corte ricorda che la novella non muta la natura del giudizio di legittimita', richiedendo atti certi e decisivi per incidere sulla motivazione.
Massime di principio
- La Cassazione e' un giudizio di legittimita' e non puo' procedere a nuova valutazione delle prove o a ricostruzioni alternative dei fatti: censure che chiedono una diversa lettura delle risultanze di merito sono, salvo questioni di diritto, inammissibili.
- Nel reato di ricettazione l'elemento soggettivo puo' essere desunto dall'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa; una spiegazione credibile e documentata dell'origine e' determinante per escludere il dolo.
- Il dolo eventuale e' sufficiente per configurare la ricettazione quando l'agente rappresenti la concreta possibilita' che la cosa provenga da reato e accetti il rischio; la mera negligenza puo' invece integrare solo l'ipotesi contravvenzionale dell'acquisto di cose di sospetta provenienza.
- Le attenuanti (compresa quella del fatto tenue e le circostanze di cui all'art. 62-bis) sono valutazioni di fatto del giudice di merito e la loro esclusione non e' sindacabile in cassazione se la motivazione risulta congrua e non contraddittoria.
- Motivi ripetitivi o che non raggiungono il requisito di autosufficienza (assenza di atti/processuali certi e decisivi) espongono il ricorrente al rischio di declaratoria di inammissibilita' e alle sanzioni di legge (spese e somme alla Cassa delle ammende).
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