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Ordinanza

Ordinanza n. 2537/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma: della sentenza in forma semplificata del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - Sezione staccata di Latina (Sezione Seconda) n. 00345/2026, resa tra le parti.​

Giustizia amministrativa202604557

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza semplificata del TAR Lazio, Sezione staccata di Latina, che aveva accolto il ricorso di primo grado

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ente locale e operatore economico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno chiesto in via cautelare la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado. La controversia riguarda la possibilità di eseguire un intervento infrastrutturale in assenza, secondo il giudice d’appello, di un compiuto titolo abilitativo. In particolare, il Consiglio di Stato ha dubitato che si fosse formato il silenzio-assenso sulla valutazione di incidenza ambientale prima del secondo provvedimento regionale, poiché il precedente atto era stato annullato e la Regione aveva richiesto una rappresentazione completa e corretta dell’intervento. Il Collegio ha inoltre ritenuto, in sede di sommaria cognizione, che il nulla osta idrogeologico comunale non potesse formarsi per silenzio, ma richiedesse un provvedimento espresso.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare e sospeso l’esecutività della sentenza del TAR. Ha ritenuto che, allo stato degli atti e nei limiti propri della fase cautelare, non risultasse formato il silenzio-assenso né sulla valutazione di incidenza ambientale né sul nulla osta idrogeologico. La sospensione è stata giustificata dal rischio che l’esecuzione della sentenza consentisse la realizzazione di un’opera priva di titolo, con possibili rischi idrogeologici da verificare da parte del Comune. Le esigenze di attuazione del PNRR non possono derogare al principio di legalità né alle esigenze di tutela della pubblica incolumità. Il merito dell’appello è stato fissato all’udienza pubblica del 24 settembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda cautelare in appello.

  • art. 20, comma 4, l. 241/1990

    Richiamato per sostenere che il silenzio-assenso non opera nei procedimenti riguardanti interessi sensibili, tra cui quelli ambientali e di pubblica sicurezza, secondo la valutazione sommaria del Collegio.

  • art. 44, comma 10, ultimo periodo, d.lgs. 259/2003

    Richiamato in relazione alla necessità di un provvedimento espresso per il nulla osta idrogeologico relativo all’intervento.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado è giustificata quando l’esecuzione consentirebbe la realizzazione di un’opera in assenza di un titolo abilitativo non ancora formatosi e potrebbe determinare rischi per la pubblica incolumità.
  • Il silenzio-assenso non può ritenersi formato, prima dell’adozione di un successivo provvedimento regionale, quando il precedente atto sulla valutazione di incidenza ambientale sia stato annullato e l’amministrazione abbia richiesto una rappresentazione completa e corretta dell’intervento.
  • Il nulla osta idrogeologico, quando attiene alla tutela di un vincolo ambientale primario presidiato anche da disciplina penale, richiede un provvedimento espresso e non può formarsi per silenzio.
  • Le esigenze connesse all’attuazione del PNRR non consentono l’esecuzione temporanea di un intervento privo di titolo e non derogano al principio di legalità né alle esigenze di tutela della pubblica incolumità.

Come è indicizzato

MaterieAree protette, fauna e floraTermini del procedimento e silenzioTutela cautelare
RamiAmbienteProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTutela cautelarePrincipio di legalità e tipicitàPrincipi di precauzione e prevenzione

Testo integrale

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