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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32989/2026 del 07/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel procedimento cautelare reale era stata sottoposta a sequestro preventivo un'autovettura di lusso in relazione ai reati di cui agli artt. 316-ter e 648-ter.1 c.p., contestati ad altri indagati. Una società, tramite il proprio legale rappresentante, aveva chiesto il dissequestro quale terza interessata, sostenendo di avere acquisito il veicolo in leasing. Il giudice per le indagini preliminari aveva rigettato la richiesta e il Tribunale del riesame, decidendo sull'appello ex art. 322-bis c.p.p., aveva confermato il rigetto. Il terzo interessato ha proposto ricorso per cassazione deducendo, con il primo motivo, violazione dell'art. 240-bis c.p. e carenza assoluta o apparenza della motivazione. Ha sostenuto che il Tribunale avesse riconosciuto l'esistenza di un contratto di leasing, ma avesse erroneamente escluso la sua legittimazione sul presupposto che l'acquisto della vettura fosse successivo al sequestro, senza considerare che al momento del vincolo il contratto di leasing era ancora in essere e che l'acquisto successivo sarebbe stato finalizzato a rafforzare la posizione di terzo in buona fede. Con il secondo motivo ha dedotto travisamento della prova per omissione, sostenendo che il Tribunale avesse ritenuto non prodotti i bonifici relativi al rapporto di sub-leasing con altra società, mentre tali documenti sarebbero stati allegati a una precedente istanza. La Corte ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Il dato decisivo era che la società ricorrente aveva acquistato il veicolo dopo l'apposizione del sequestro e, pertanto, al momento del vincolo non vantava alcun diritto di proprietà sul bene né poteva invocare la restituzione quale terzo di buona fede. La questione relativa all'effettività del sub-leasing era irrilevante rispetto a tale carenza di titolarità e di legittimazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto immune da vizi la motivazione del Tribunale, poiché la posteriorità dell'acquisto rispetto al sequestro costituiva dato dirimente per escludere la possibilità del terzo di far valere un diritto alla restituzione del bene. Ha inoltre giudicato irrilevante il dedotto travisamento della prova concernente il sub-leasing, perché tale circostanza non avrebbe inciso sulla mancanza di titolarità del diritto di proprietà al momento del sequestro. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 240-bis c.p.

    Il ricorrente ha richiamato la disposizione in relazione alla tutela del terzo e ai provvedimenti in materia di misure cautelari reali.

    La Corte ha escluso la sussistenza di una violazione di legge, rilevando che la motivazione del giudice di merito non era né mancante né apparente e che l'acquisto successivo al sequestro impediva al terzo di invocare un diritto alla restituzione quale terzo di buona fede.

  • art. 322-bis c.p.p.

    Il Tribunale aveva deciso sull'appello proposto ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p.

    La norma è richiamata quale base processuale dell'impugnazione davanti al Tribunale del riesame avverso il rigetto della richiesta di dissequestro.

  • art. 616 c.p.p.

    Il ricorrente deve essere condannato, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al pagamento delle spese del procedimento.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ricorrendone i presupposti, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

  • art. 316-ter c.p.

    Reati contestati ad altri indagati.

    La disposizione è indicata quale norma incriminatrice in relazione alla quale era stato disposto il sequestro preventivo del veicolo.

  • art. 648-ter.1 c.p.

    Reati contestati ad altri indagati.

    La disposizione è indicata quale norma incriminatrice in relazione alla quale era stato disposto il sequestro preventivo del veicolo.

Massime di principio

  • Nel procedimento cautelare reale, il terzo che chiede la restituzione di un bene sequestrato deve vantare sul bene una posizione giuridica tutelabile già esistente al momento dell'apposizione del vincolo; l'acquisto del bene successivo al sequestro non consente, di per sé, di invocare la restituzione quale terzo di buona fede.
  • Quando il giudice di merito individua nella posteriorità dell'acquisto rispetto al sequestro la ragione decisiva per escludere la legittimazione del terzo, le questioni relative ad altri rapporti contrattuali concernenti il bene sono irrilevanti se non possono incidere su tale dato dirimente.
  • Nel ricorso per cassazione contro provvedimenti in materia di misure cautelari reali, la violazione di legge può comprendere soltanto vizi motivazionali radicali, quali la mancanza assoluta della motivazione o la motivazione apparente; non è sufficiente contestare la valutazione del giudice quando essa espone una motivazione coerente sul punto decisivo.
  • Il travisamento della prova è irrilevante quando riguarda una circostanza non decisiva rispetto alla ragione autonoma posta dal giudice a fondamento della decisione.

Come è indicizzato

MaterieSequestroImpugnazioni
RamiProcesso penale

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