Sentenza del 07/02/2018 n. 231 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
Irpef - Redditi prodotti in forma associata - Impresa familiare - Condizioni per l'imputazione dei reddito ai singoli partecipanti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La questione riguarda l'imputazione ai singoli partecipanti dei redditi prodotti da un'impresa familiare ai fini IRPEF. La Corte ha chiarito che tale imputazione è possibile solo se sono rispettati i presupposti previsti dall'art. 5, comma 4, del d.P.R. n. 917/1986: devono essere indicati nominativamente i familiari che partecipano all'attività d'impresa e le rispettive quote di partecipazione agli utili; inoltre, ciascun partecipante deve attestare nella propria dichiarazione annuale di aver prestato attività lavorativa nell'impresa familiare.
La decisione
Il principio affermato è che la ripartizione fiscale del reddito dell'impresa familiare tra i collaboratori non opera automaticamente in base ai rapporti familiari o alla mera partecipazione di fatto. È subordinata all'osservanza degli adempimenti formali e sostanziali previsti dalla legge. In assenza di indicazione nominativa, attribuzione delle quote e attestazione del lavoro svolto, il reddito non può essere imputato ai singoli partecipanti secondo il regime dell'impresa familiare.
Norme richiamate
Art. 5, comma 4, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)
I redditi delle imprese familiari di cui all'art. 230-bis del codice civile sono imputati a ciascun familiare partecipante, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili, con attestazione nella dichiarazione dei redditi di aver prestato la propria attività nell'impresa in modo continuativo e prevalente.
La norma richiede, per l'imputazione del reddito ai familiari partecipanti, il rispetto di specifiche condizioni: indicazione nominativa dei partecipanti, determinazione delle quote loro attribuite e attestazione individuale dell'effettivo svolgimento dell'attività lavorativa nell'impresa familiare.
Art. 230-bis del codice civile
La disposizione disciplina l'impresa familiare e costituisce il presupposto civilistico per individuare i familiari che collaborano nell'attività e possono beneficiare della relativa imputazione degli utili, purché siano rispettati anche gli adempimenti fiscali previsti dall'art. 5 del TUIR.
Massime di principio
- Nell'impresa familiare il reddito non può essere ripartito fiscalmente tra i familiari sulla base della sola parentela o della collaborazione di fatto.
- Per imputare il reddito ai singoli partecipanti occorre documentare formalmente i partecipanti, le rispettive quote di utili e l'attività lavorativa effettivamente svolta.
- Ogni collaboratore deve attestare nella propria dichiarazione dei redditi di aver prestato attività nell'impresa familiare secondo i requisiti richiesti dalla legge.
- Il mancato rispetto anche di uno degli adempimenti essenziali può impedire la ripartizione del reddito e comportare l'imputazione fiscale secondo le regole ordinarie.
- In situazioni analoghe è quindi necessario verificare congiuntamente la documentazione civilistica dell'impresa familiare, le indicazioni contenute nella dichiarazione dell'imprenditore e le attestazioni rese dai singoli collaboratori.
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