Sentenza n. 4781/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dalle Amministrazioni resistenti nel procedimento avviato con istanza/diffida presentata dai ricorrenti in data 7.4.2025 e non concluso entro il termine prefissato; e per l’accertamento dell’obbligo di provvedere, con conseguente ordine di provvedere espressamente sull’istanza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio inadempimento sulle istanze e diffide volte all'esercizio dei poteri di vigilanza e repressivi per l'inottemperanza alle prescrizioni ministeriali relative a un immobile di rilevante interesse culturale, storico e paesaggistico
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari confinanti)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti, proprietari dell'unità posta al primo piano di un fabbricato sottoposto a vincolo culturale, storico e paesaggistico, hanno dedotto che i proprietari dell'unità al piano terra non avrebbero rispettato le prescrizioni contenute nell'autorizzazione ministeriale all'alienazione dell'immobile. Con istanza-diffida notificata il 7 aprile 2025 hanno chiesto alla proprietaria dell'unità al piano terra di eseguire gli interventi prescritti e hanno sollecitato il Comune di Procida e gli uffici del Ministero della Cultura ad adottare i provvedimenti sanzionatori e repressivi previsti dalla normativa di settore, anche mediante esecuzione d'ufficio in danno. Poiché le amministrazioni non hanno fornito alcun riscontro espresso, i ricorrenti hanno proposto azione ex artt. 31 e 117 c.p.a., chiedendo l'accertamento dell'illegittimità del silenzio, la dichiarazione dell'obbligo di provvedere entro un termine e la nomina di un commissario ad acta. Le amministrazioni hanno contestato implicitamente la pretesa non adottando alcun provvedimento; il Comune e la proprietaria privata sono rimasti non costituiti, mentre il Ministero si è costituito con memoria formale.
La decisione
Il TAR ha ritenuto sussistenti la legittimazione e l'interesse a ricorrere dei proprietari confinanti, poiché il mancato esercizio dei poteri amministrativi richiesti incide sulla loro sfera giuridica mediante la perdita di amenità e pregio dell'area e pregiudica l'interesse alla corretta conservazione dell'immobile vincolato e al ripristino della linea architettonica prescritta. Nel merito, ha affermato che il proprietario confinante, quando il mancato esercizio dei poteri di vigilanza e repressivi incida negativamente sulla sua posizione, è titolare di un interesse legittimo all'esercizio di tali poteri e può agire contro il silenzio dell'amministrazione. Il Comune e il Ministero, ciascuno per quanto di competenza, erano tenuti a concludere il procedimento con un provvedimento espresso ai sensi dell'art. 2 l. 241/1990 e della normativa di settore. Il giudizio sul silenzio mira, salvo il caso in cui non residuino discrezionalità e siano assenti esigenze istruttorie, a ottenere una formale manifestazione di volontà dell'amministrazione, indipendentemente dal contenuto finale. Il ricorso è stato pertanto accolto; le amministrazioni sono state ordinate a provvedere entro sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. È stato nominato, per l'eventuale ulteriore inerzia, un commissario ad acta, individuato nel dirigente della Direzione Pianificazione territoriale metropolitana della Città Metropolitana di Napoli, con facoltà di delega. Le spese, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, sono state poste a carico delle amministrazioni intimate.
Norme richiamate
artt. 31 e 117 c.p.a.
Consentono di agire contro il silenzio dell'amministrazione per ottenere l'accertamento dell'obbligo di provvedere e l'ordine giudiziale di adottare un provvedimento espresso.
art. 2 l. 241/1990
Impone all'amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso entro il termine previsto.
art. 97 Cost.
clare loqui e di tempestiva conclusione del procedimento
È richiamato quale fondamento dei doveri di chiarezza e tempestività dell'azione amministrativa.
d.lgs. 42/2004
È richiamato quale normativa di settore relativa alla tutela dei beni culturali e alle prescrizioni connesse all'alienazione del bene vincolato.
Massime di principio
- Il proprietario confinante, quando il mancato esercizio dei poteri amministrativi di vigilanza e repressione incida negativamente sulla sua sfera giuridica, è titolare di un interesse legittimo all'esercizio di tali poteri e può proporre azione contro il silenzio dell'amministrazione.
- L'amministrazione destinataria di un'istanza circostanziata con cui venga sollecitato l'esercizio di poteri di vigilanza o repressivi è tenuta, ciascuno per quanto di competenza, a concludere il procedimento con un provvedimento espresso ai sensi dell'art. 2 l. 241/1990.
- Nel giudizio avverso il silenzio, l'interesse tutelato consiste normalmente nell'ottenere una formale manifestazione di volontà dell'amministrazione, quale che ne sia il contenuto, salvo che non residuino margini di discrezionalità e non siano necessari ulteriori accertamenti istruttori.
- In caso di persistente inerzia successiva all'ordine giudiziale di provvedere, il giudice amministrativo può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta incaricato di adottare il provvedimento in luogo dell'amministrazione inadempiente.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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