Cassazione Penale, Sentenza n. 4505/2022 del 09/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
DEL NEGRO era stato ritenuto responsabile della contravvenzione di cui all'art. 650 c.p. per non avere consegnato la patente di guida a seguito di provvedimento prefettizio che disponeva il ritiro della patente. Il ricorrente, tramite difensore, ha censurato la sentenza per violazione di legge e vizio di motivazione, deducendo l'insussistenza del fatto tipico e la mancata prova dell'avvenuta conoscenza del provvedimento (la notifica era stata indirizzata al figlio non convivente). Ha chiesto l'annullamento del provvedimento impugnato.
La decisione
La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste. Ha ritenuto preliminare e necessario accertare la legittimità del provvedimento che si assumeva violato: ai fini dell'art. 650 c.p. il provvedimento deve essere "legalmente dato" e, in particolare, può integrare il reato solo se si tratta di provvedimenti amministrativi che, pur per ragioni di giustizia, incidono nei rapporti esterni e possiedono i requisiti formali e sostanziali richiesti. Nel caso concreto l'ordine di consegna della patente era connesso a un decreto di sospensione della patente quale sanzione amministrativa accessoria e non risultava configurabile come provvedimento "dato per ragioni di giustizia" idoneo a fondare l'ipotesi di cui all'art. 650 c.p.; pertanto è stata esclusa la rilevanza penale dell'inosservanza.
Norme richiamate
art. 650 cod. pen.
La Corte interpreta l'art. 650 c.p. nel senso che la contravvenzione richiede che l'ordine sia "legalmente dato": ciò comporta verifica preventiva della legittimità sostanziale e formale del provvedimento (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza). Se il provvedimento manca di legittimità non può integrare il reato.
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato come fondamento per la possibilità di rilevare d'ufficio l'assenza dell'elemento costitutivo (legittimità dell'ordine) quando il motivo di ricorso contesta fondatamente tale aspetto.
art. 212 cod. strada
Citato a titolo esemplificativo nella giurisprudenza richiamata: in alcuni casi specifici la sospensione prevista dal codice della strada è stata considerata provvedimento sanzionato anche ai fini dell'art. 650 c.p.; la Corte qui distingue quel caso da quello in esame, ritenendo che il provvedimento prefettizio per sospensione amministrativa della patente non rientri tra i provvedimenti "per ragioni di giustizia" idonei a fondare l'art. 650 c.p.
Massime di principio
- Per configurare il reato di cui all'art. 650 c.p. l'ordine deve essere "legalmente dato": il giudice penale deve verificare preventivamente la legittimità formale e sostanziale del provvedimento impugnato (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza).
- Non è sufficiente che l'autorità abbia richiesto la collaborazione dell'interessato per agevolare attività di polizia: ordini volti solo a rendere più agevole l'esecuzione di atti dagli organi possono non integrare l'ipotesi di cui all'art. 650 c.p.
- I provvedimenti aventi natura amministrativa e connessi a sanzioni amministrative accessorie (es. sospensione della patente) non rientrano automaticamente tra i provvedimenti "per ragioni di giustizia" idonei a fondare una condanna ex art. 650 c.p.; occorre valutare la natura e i presupposti dell'atto.
- La carenza di motivazione o l'assenza dei requisiti formali dell'atto amministrativo che legittima l'ordine possono escludere la rilevanza penale dell'inosservanza: i motivi che giustificano il provvedimento devono risultare dall'atto stesso e non da prove extracontestuali incerte.
- La contestazione sulla conoscenza effettiva del provvedimento notificato può essere irrilevante se viene accertata l'illegittimità del provvedimento stesso: prima valutare la legittimità, poi gli elementi soggettivi della conoscenza.
- In ipotesi simili, chi è chiamato a valutare la responsabilità penale deve distinguere tra ordini aventi efficacia sanzionatoria penale e ordini amministrativi o di mera collaborazione: se l'ordine può essere adempiuto dall'Autorità senza la cooperazione dell'interessato o serve solo a facilitare l'attività degli organi, difficilmente si integra l'art. 650 c.p.
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