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Sentenza

Sentenza n. 6360/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione staccata di Salerno, sezione seconda, 22 dicembre 2023, n. 3047, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202405239

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, che aveva annullato, nella parte riguardante la proprietaria, gli atti di approvazione del nuovo Piano per gli insediamenti produttivi di via Sant’Antonio Abate.

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza di primo grado, che aveva accolto il ricorso della proprietaria contro il nuovo P.I.P. deducendo, con un primo motivo, il difetto di legittimazione attiva e di interesse della ricorrente, poiché le aree già di sua proprietà sarebbero state integralmente acquisite al patrimonio comunale mediante un decreto di esproprio non impugnato e ancora efficace, senza che la pendenza della domanda di retrocessione potesse incidere. Con il secondo motivo ha contestato che la decadenza del precedente P.I.P. avesse trasformato l’area in “zona bianca” e ha sostenuto che il Comune potesse adottare un nuovo piano per completare l’attuazione del precedente, senza rinnovare il vincolo preordinato all’esproprio, poiché non erano previsti ulteriori espropri. Il TAR aveva ritenuto fondato il motivo relativo alla mancanza del vincolo preordinato all’esproprio, assorbendo le ulteriori censure.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha esaminato prioritariamente il secondo motivo e lo ha accolto. Ha ritenuto che la decadenza del piano particolareggiato, ai sensi dell’art. 17 della l. n. 1150/1942, non determini automaticamente l’inedificabilità delle aree né il blocco di ogni attività nella zona: permane un’ultrattività residuale che consente il completamento delle opere di urbanizzazione in corso e l’edificazione conforme alle prescrizioni urbanistiche, nelle aree già lottizzate e urbanizzate. Il Comune può quindi completare l’attuazione del precedente P.I.P. anche mediante un nuovo piano, nel rispetto delle regole di settore. Inoltre, quando l’espropriazione delle aree necessarie sia già integralmente compiuta, gli atti pianificatori successivi che confermano la destinazione pubblicistica non devono rinnovare il vincolo preordinato all’esproprio, perché non vi è un’ulteriore ablazione da realizzare. Nel caso concreto, una porzione della particella originaria era ancora di proprietà della privata, ma ricadeva in una zona destinata a edilizia e viabilità esistente, non destinata ad assegnazione a terzi né a espropriazione e soggetta a disciplina conformativa. Le altre porzioni erano già state acquisite al patrimonio comunale nel 2008; il nuovo piano ne confermava le destinazioni a viabilità di progetto e lotto industriale. Pertanto, il nuovo P.I.P. non produceva effetti espropriativi nei confronti dell’appellata e non richiedeva la rinnovazione del vincolo preordinato all’esproprio. La sentenza di primo grado è stata riformata e il ricorso originario è stato respinto. Il primo motivo, concernente legittimazione e interesse, è stato assorbito perché il suo eventuale accoglimento non avrebbe arrecato ulteriore utilità al Comune. Le spese di entrambi i gradi sono state integralmente compensate per la complessità e novità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 17 l. 17 agosto 1942, n. 1150

    “ultrattività residuale” dei piani particolareggiati decaduti per decorso del termine di efficacia

    La decadenza del piano particolareggiato non determina automaticamente l’inedificabilità delle aree né il blocco di ogni attività nella zona; sono consentiti il completamento delle opere di urbanizzazione in corso e l’edificazione conforme alle prescrizioni urbanistiche nelle aree già lottizzate e urbanizzate.

  • art. 74, comma 1, c.p.a.

    Il Collegio richiama i principi espressi da precedenti sentenze del Consiglio di Stato ai fini della motivazione della decisione.

  • art. 12 d.P.R. 327/2001

    Richiamato dall’appellante in relazione alla dichiarazione di pubblica utilità e ai presupposti dell’azione espropriativa; la decisione esclude, nel caso concreto, la necessità di rinnovare il vincolo preordinato all’esproprio perché non erano previste ulteriori ablazioni.

  • art. 27 l. n. 865/1971

    Richiamato dall’appellante con riferimento alla disciplina dei piani per gli insediamenti produttivi; la decisione ammette il completamento dell’attuazione mediante un nuovo piano, purché non si producano ulteriori effetti espropriativi privi del relativo vincolo.

Massime di principio

  • La decadenza del termine di efficacia di un piano particolareggiato o di un piano per gli insediamenti produttivi non determina automaticamente l’inedificabilità delle aree né la cessazione di ogni attività urbanistica: può permanere un’ultrattività residuale, che consente il completamento delle opere di urbanizzazione in corso e l’edificazione conforme alle prescrizioni urbanistiche nelle aree già lottizzate e dotate di urbanizzazione.
  • Il Comune può completare l’attuazione di un piano per gli insediamenti produttivi decaduto mediante l’adozione di un nuovo strumento pianificatorio, purché operi nel rispetto delle regole di settore e della disciplina urbanistica applicabile.
  • Quando le aree necessarie all’attuazione di un piano siano già state integralmente espropriate, gli atti di pianificazione successivi che confermino la destinazione pubblicistica non devono rinnovare il vincolo preordinato all’esproprio, perché manca un’ulteriore ablazione da compiere.
  • Una destinazione urbanistica meramente conformativa, riferita a un’area non destinata all’assegnazione a terzi né all’espropriazione, non richiede la previa imposizione o rinnovazione del vincolo preordinato all’esproprio.
  • La verifica della necessità di rinnovare il vincolo preordinato all’esproprio deve essere svolta con riferimento agli effetti concretamente prodotti dal nuovo piano sulla posizione del proprietario: se il piano conferma destinazioni già impresse e non comporta una nuova ablazione, la rinnovazione del vincolo non è necessaria.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniVincoli urbanisticiDichiarazione di pubblica utilitàAppello
RamiUrbanistica e governo del territorioEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del poterePrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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