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Sentenza

Sentenza n. 768/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento - in parte qua, del parere reso ex art. 32 della Legge n. 47/1985, dal Parco Archeologico dell'Appia Antica, assunto al prot. MIBAC/SS-ABAP-RM_AREA5/27.11.2019/42592-P del 27.11.2019, emesso relativamente alla domanda di sanatoria prot. 87/640 avviata, ai sensi della Legge n. 47/1985, dalla Sig. ra -OMISSIS- in relazione al compendio immobiliare sito in Roma, via Appia Antica n. 196 e via della Riserva Torlonia n. 9, conosciuto dai ricorrenti all'esito della domanda di accesso agli atti inviata in data 26.7.2022, ed evasa in data 28.9.2022 (doc. 1); - della Comunicazione MIC_PA-APPIA-prot. n. 1712-P del 29.7.2019, avente ad oggetto richiesta di documentazione integrativa (doc. 2); - della Comuncazione MIC_PA-APPIA-prot. n. 1780-P del 20.5.2022, inerente “richiesta di revisione parere rif. prot. 1712-P del 29.7.2019. Comunicazioni” (doc. 3); - della Comunicazione MIC_PA-APPIA-prot. n. 1959-P del 1.6.2022, inerente “richiesta di revisione parere rif. prot. 1712-P del 29.7.2019. Comunicazioni” (doc. 4); - nonché di ogni atto a detti provvedimenti presupposto, connesso e/o conseguente, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202214417

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: parere paesaggistico endoprocedimentale ex art. 32 l. 47/1985, unitamente a comunicazioni di richiesta di integrazione documentale e di irricevibilità della richiesta di revisione

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il parere reso dal Parco Archeologico dell'Appia Antica nell'ambito del procedimento di condono edilizio relativo a un compendio immobiliare sito in Roma, nonché le comunicazioni procedimentali collegate. Il primo motivo deduceva la violazione degli artt. 10-bis l. 241/1990, 32 l. 47/1985 e 146, commi 7 e 8, d.lgs. 42/2004, oltre a violazione del giusto procedimento, difetto di motivazione e di istruttoria e contraddittorietà. Il secondo motivo deduceva la violazione dell'art. 32 l. 47/1985, dell'art. 146 d.lgs. 42/2004, delle norme tecniche di attuazione del PTP 15/12 e del d.m. 14 dicembre 1953, nonché difetto di motivazione, carenza dei presupposti, incompetenza e eccesso di potere per illogicità e abnormità. Il terzo motivo deduceva la violazione delle NTA del PTP 15/12, degli artt. 146 e 149 d.lgs. 42/2004 e della Convenzione europea del paesaggio, oltre a difetto di motivazione e eccesso di potere per illogicità, abnormità e sproporzionatezza. Roma Capitale ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, sostenendo che gli atti impugnati erano stati adottati da altre amministrazioni.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza esaminare nel merito i motivi dedotti. Il parere ex art. 32 l. 47/1985 è stato qualificato come atto endoprocedimentale, anche se obbligatorio e vincolante, e quindi non immediatamente lesivo. La lesione concreta e attuale dell'interesse dei proprietari si sarebbe verificata soltanto con l'adozione del provvedimento finale di definizione della domanda di condono, da impugnare unitamente al parere presupposto. Dagli atti non risultava che il parere fosse confluito in un provvedimento conclusivo di rigetto della domanda di condono. Il giudice ha inoltre precisato che il carattere vincolante del parere non determina un arresto procedimentale né ne comporta l'immediata impugnabilità, poiché resta necessario l'esercizio del potere provvedimentale da parte dell'amministrazione competente alla conclusione del procedimento. È stato tuttavia ribadito l'obbligo di Roma Capitale di concludere il procedimento con un'espressa determinazione. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 32 l. 47/1985

    parere obbligatorio e vincolante nell'ambito del procedimento di sanatoria edilizia

    Il parere, anche se obbligatorio e vincolante, conserva natura endoprocedimentale e non è autonomamente lesivo prima dell'adozione del provvedimento finale sulla domanda di condono.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Invocato dai ricorrenti come parametro di legittimità procedimentale, ma non esaminato nel merito per l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    Richiamato dai ricorrenti in relazione al procedimento di autorizzazione e tutela paesaggistica; il giudice ha escluso che la disciplina comporti l'immediata impugnabilità del parere endoprocedimentale.

  • art. 2 l. 241/1990

    Fondamento dell'obbligo dell'amministrazione comunale di concludere il procedimento con un'espressa determinazione.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato insieme ai principi di chiarezza, buona fede, correttezza e certezza dei rapporti giuridici per affermare il dovere di definire espressamente il procedimento.

Massime di principio

  • Il parere obbligatorio e vincolante reso nell'ambito di un procedimento di condono edilizio non è autonomamente impugnabile quando non abbia ancora trovato recepimento nel provvedimento finale che definisce la domanda di sanatoria, perché non determina una lesione concreta e attuale dell'interesse del privato.
  • Il carattere vincolante di un parere endoprocedimentale non comporta, di per sé, né un arresto del procedimento né l'immediata lesività dell'atto: la lesione si manifesta con il provvedimento conclusivo adottato dall'amministrazione titolare del potere provvedimentale.
  • Quando il parere paesaggistico negativo confluisce nel provvedimento finale di rigetto della domanda, il privato deve impugnare congiuntamente il provvedimento conclusivo e il parere presupposto; in mancanza dell'atto finale, il ricorso contro il solo parere è inammissibile per carenza di interesse attuale.
  • L'amministrazione competente a definire il procedimento di condono è comunque tenuta a concluderlo mediante un'espressa determinazione, anche quando sia stato acquisito un parere vincolante di altra amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggisticaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietàSilenzio della pubblica amministrazione

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