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Ordinanza

Ordinanza n. 3204/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Piemonte, Sezione II, n. 1324 del 9 giugno 2026,

Giustizia amministrativa202605962

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Piemonte che aveva respinto il ricorso contro il decreto ministeriale di VIA positiva relativo a un impianto agrivoltaico e alle opere connesse nei Comuni di Santhià e Carisio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (provincia appellante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La Provincia ha impugnato la sentenza del TAR Piemonte e chiesto la sospensione cautelare della sua esecutività. Ha dedotto che il Ministero dell’ambiente avrebbe illegittimamente superato il parere contrario del Ministero della cultura senza un’adeguata ponderazione delle criticità paesaggistiche, agricole e territoriali emerse nel procedimento. In particolare, ha evidenziato la presenza di una zona agricola destinata a colture risicole di pregio e il rischio di alterazione dell’assetto paesaggistico e di trasformazione sostanziale della tipologia del territorio, da ambiente sostanzialmente paludoso ad ambiente secco. Quanto al periculum in mora, la Provincia ha rappresentato che, pur essendo necessaria una successiva autorizzazione unica provinciale per la costruzione e messa in opera dell’impianto, essa sarebbe vincolata, nella valutazione degli aspetti ambientali e paesaggistici, dal giudizio di compatibilità ambientale espresso nella VIA, ritenuto errato e lesivo per il territorio e la collettività. Le società controinteressate hanno eccepito l’inammissibilità e l’infondatezza dell’appello, nonché l’assenza di un pregiudizio grave e irreparabile, rilevando che non avevano ancora riattivato la procedura di autorizzazione unica e che la Provincia avrebbe dovuto esaminare ulteriori profili prima dell’adozione del provvedimento autorizzativo.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell’appello. Ha ritenuto che la complessità delle questioni richiedesse l’approfondimento proprio della fase di merito e che le ragioni delle parti potessero essere adeguatamente salvaguardate mediante la sollecita fissazione dell’udienza pubblica. Ha quindi accolto l’istanza cautelare esclusivamente ai fini dell’art. 55, comma 10, c.p.a., fissando l’udienza pubblica per il 17 dicembre 2026, senza disporre una distinta sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata. Le spese della fase cautelare sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale della domanda cautelare in appello.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, quando la controversia richiede un approfondimento incompatibile con la fase cautelare, di accogliere l’istanza cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito; tale è stata la misura adottata nel caso concreto.

Massime di principio

  • Quando le questioni oggetto dell’appello cautelare presentano particolare complessità e richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può accogliere l’istanza cautelare ai soli fini dell’art. 55, comma 10, c.p.a., fissando sollecitamente l’udienza pubblica di merito senza anticipare la decisione sulla fondatezza dell’impugnazione.
  • L’accoglimento cautelare ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. costituisce una misura di salvaguardia processuale e non implica, di per sé, l’accertamento dell’illegittimità dell’atto impugnato o della sentenza appellata.

Come è indicizzato

MaterieVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàImpianti da fonti rinnovabiliTutela cautelare
RamiAmbienteEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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